Frammenti d’Umbria futura

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Si moltiplicano gli incontri ed i contatti per elaborare una visione dell’Umbria a 5 Stelle prossima ventura.

worldle umbriaPer noi è la prima volta, si procede navigando a vista, con qualche piccolo intoppo e facendo, com’è umano, qualche passo falso.

Stay Tuned

 

 

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Ciao Giuseppe

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http://www.beppegrillo.it/2018/01/di_alfonso_bona.html

di Alfonso Bonafede

Ieri, all’età di 37 anni, ci ha lasciati Giuseppe Matteo, mio collaboratore parlamentare da due anni, diventato nel corso di questa esperienza un carissimo amico.

Si è accasciato per un malore mentre sciava e non c’è stato niente da fare.

Giuseppe era un bravissimo professionista, incredibilmente capace, gentile, elegante, l’uomo più buono che io abbia mai conosciuto. Una persona speciale.
Qualunque cosa abbiate apprezzato in questi anni della mia attività parlamentare, sappiate che aveva dietro un grande lavoro di squadra di cui Giuseppe era colonna portante.

Sembra impossibile che un uomo con quella stazza fisica, io lo chiamavo scherzosamente “gigante buono”, se ne sia andato così, in pochi istanti.

Il dolore è enorme e stento ancora a crederci; mi stringo vicino alla moglie, alla sua piccola bambina e ai suoi familiari.

Ciao Giuseppe, grazie di tutto!
Adesso ti immagino a vegliare su di noi dal cielo… con quello sguardo buono, intelligente e sorridente, che faceva sentire al sicuro le persone che ti stavano vicino.
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Verso le #Parlamentarie: istruzioni per l’uso

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http://www.beppegrillo.it/2018/01/tutti_coloro_ch.html

di MoVimento 5 Stelle

Mentre i partiti piazzeranno i soliti professionisti della poltrona nei listini bloccato, il MoVimento 5 Stelle continua con il percorso delle parlamentarie.

Tutti coloro che hanno finalizzato la loro proposta di candidatura per le Parlamentarie, devono far pervenire, ai fini di consentire la verifica della sussistenza dei requisiti per accettare la medesima, entro il termine perentorio del 15 gennaio 2018, i seguenti documenti (in originale):
– certificato penale
– certificato dei carichi pendenti
– 335 c.p.p. SOLO se a conoscenza di indagini o procedimenti penali a loro carico, con una breve descrizione dei fatti.

Inviandoli con raccomandata1 al seguente indirizzo:
Comitato elettorale del MoVimento 5 Stelle per le elezioni politiche
via Piemonte, 32
00187 Roma

SOLO per coloro che hanno già inviato la documentazione al civico 3, possono inviare, oggi stesso, la scansione dei documenti a listeciviche@movimento5stelle.it

Non saranno accettate autocertificazioni, ne documenti inviati tramite pec.
I documenti devono essere al massimo di ottobre 2017, non saranno accettati documenti più vecchi.
La mancata ricezione dei documenti richiesti entro il termine perentorio sopra indicato, determinerà automaticamente la non accettazione dell’autocandidatura.
In presenza di comprovati motivi che non permettono il rispetto di questa scadenza (es. prova della richiesta dei certificati da inviarsi via email), verrà fatta una proroga fino a tre giorni prima del deposito della lista.
In ogni caso è possibile richiedere il rilascio dei certificato con urgenza in molti Tribunali italiani.

Nei prossimi giorni potrai continuare a perfezionare il tuo profilo inserendo i dati per la candidatura.
Coloro che ci hanno scritto per segnalare problemi con l’aggiornamento del profilo riceveranno l’assistenza necessaria.
Qui trovate le linee guida per i candidati alle Parlamentarie che tutti i candidati devono seguire.
Se hai ricoperto incarichi/ruoli di presidente, vicepresidente, tesoriere o segretario di organismi e/o enti di qualsiasi natura giuridica, pubblici o privati, commerciali o no profit, devi inviarci i bilanci e gli statuti di tali soggetti, degli anni in cui hai ricoperto tale carica, precisando altresì i compensi ricevuti a qualsiasi titolo. La documentazione è da inviare come allegato a listeciviche@movimento5stelle.it, indicando nell’oggetto: “statuti e bilanci per candidatura politiche 2018”, entro il 15 gennaio 2018.
Solo per i collaboratori di portavoce eletti:
Per completare la propria candidatura, i collaboratori a riprova di non aver in corso contratti di collaborazione di qualsivoglia natura e/o di lavoro subordinato con portavoce eletti sotto il simbolo del MoVimento 5 Stelle e/o con gruppi di portavoce eletti sotto il simbolo del MoVimento 5 Stelle, dovranno fornire entro e non oltre il 10 gennaio 2018 alla mail listeciviche@movimento5stelle.it (mettere come oggetto: “collaboratore – candidatura politiche 2018”), un documento attestante la cessazione del rapporto di lavoro avvenuta entro e non oltre il 10 gennaio 2018 (lettera di licenziamento con cessazione del rapporto di lavoro entro e non oltre il 10 GENNAIO; lettera di dimissioni entro la stessa data; risoluzione contrattuale, etc..). Non saranno ritenuti validi documenti di autocertificazione di alcun genere.
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‘Bombe italiane, morti yemenite’

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http://www.beppegrillo.it/2018/01/bombe_italiane_morti_yemenite.html

di Fabio Massimo Castaldo, EFDD – M5S Europa
Il titolo del video reportage pubblicato dal New York Times, sulle armi prodotte in uno stabilimento in Sardegna e vendute all’Arabia Saudita, getta luce su una vicenda inquietante. Vicenda che il M5S ha portato all’attenzione dei più alti rappresentanti delle istituzioni italiane (grazie anche all’amico e collega Roberto Cotti) ed europee. Io stesso sono intervenuto più volte, durante la plenaria di Strasburgo, per denunciare quello che avviene in Yemen, dove si continua a combattere una guerra per procura, un massacro sotto silenzio.

E le vittime di questo massacro sono soprattutto civili inermi, tra cui bambini. Aspetto, questo, evidenziato anche dal quotidiano americano attraverso alcune immagini. Più volte ho chiesto all’Europa di levare finalmente la sua voce e di agire anche sui propri Stati membri. Sì, perché non è tollerabile che a prevalere sia il timore di urtare gli interessi dell’Arabia Saudita e della lobby europea degli armamenti.

Ci sarebbe la possibilità di poter fermare questa tragedia attraverso il rispetto degli otto criteri del Codice di condotta dell’Unione Europea per le esportazioni di armi del 2008. Criteri che l’Europa ha sempre calpestato, pur avendoli affermati, perché in proposito non è prevista alcuna forma di sanzione.

Il M5S ha depositato un emendamento volto, invece, proprio a chiedere di sanzionare quei paesi che ne violano il rispetto dei criteri. Non vorrei che, a forza di chiudere gli occhi per proteggere l’utile (quello di alcuni Paesi), finissimo per diventare ciechi davanti all’indispensabile. Con il M5S al Governo e con il suo rappresentante nel Consiglio europeo faremo di tutto per evitare di diventare complici di queste guerre per procura che non hanno fatto altro che portare, nel corso degli anni, morte e distruzione.
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Bagnoli: la bonifica e le infinite promesse

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http://www.beppegrillo.it/2018/01/bagnoli_la_bonifica_e_le_infinite_promesse.html

di Paola Nugnes, portavoce al Senato del MoVimento 5 Stelle e componente della Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti

“Vendo Bagnoli chi la vuol comprare”. Era il 1989 e Edoardo Bennato aveva già capito tutto. Bagnoli, anno 2018: su tutta la zona, sulla sua post industrializzazione, la bonifica mai effettuata, il tessuto sociale ed economico sfibrato, quasi derelitto, e sulla sua rinascita, dal basso e con fatica, si sta per abbattere un’altra campagna elettorale, un ennesimo gioco elettorale. Le promesse? Sempre le stesse! Le vediamo scritte su articoli di giornale, declamate in regione, al comune, in interventi televisivi.
Adesso lo ha detto anche il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda: “Il 2018 sarà l’anno delle bonifiche”. Guarda caso, è anche l’anno della campagna elettorale.

Ma facciamo ordine e distinguiamo le (troppe) promesse dalla realtà. Messi in fila, i numeri di Bagnoli, dimostrano la disfatta:

610 milioni spesi e nessuna bonifica fatta; anzi, un disastro ambientale realizzato ad opera della bonifica mal fatta. Oggi servono di nuovo soldi, 340 milioni solo per bonificare, 450 milioni per le infrastrutture.
La bonifica di Bagnoli è dunque tutta da rifare.
Lo sapevamo.
Dopo 24 anni di nulla, di sprechi, di disastri, di processi e di promesse sulla pelle di un territorio che avrebbe meritato una riconversione certa, veloce, un risarcimento sociale, un riscatto.
I fondi? Non ci sono, o quanto meno non sono certi, non si conoscono e non sono quantificati.
A fine 2017 siamo ancora alle vidimazioni delle caratterizzazioni.

Solo una volta acquisiti questi dati fondamentali si potrà partire con la valutazione del rischio, il progetto e quindi le reali quantificazione dei tempi e dei costi.
Inutile sventolare date.
Oppure sventolare impegni finanziari non stanziati a nome di un governo uscente, a fine legislatura, cosa non è se non promessa elettorale questa?
Eppure il governo è durato, con capi diversi, cinque anni.Cosa hanno in mano? Un progetto di “rigenerazione urbana” che varrà quale “variante urbanistica” che è il vero cavallo di Troia per entrare a piene mani nell’affare, un progetto che Renzi ha scippato ai territori con un decreto legge, perché rappresenta possibilità di realizzare cemento, speculazione, affari, là dove le bonifiche del SIN rappresentano costi, impegni.
E difatti il progetto fu presentato in pompa magna prima al privato e poi al pubblico, in Prefettura; prima a Caltagirone, il vero Rais del territorio, e non solo di questo territorio, il grande innominato del progetto; si parla solo dell’area ex Italsider, della sua dismissione, della bonifica da fare, e mai o quasi mai della Cementir di Caltagirone, della dismissione di quegli impianti, della bonifica di quei suoli, della destinazione di quell’area, ma si parla del “Miglio Azzurro” guarda caso proprio in quell’area.
Eppure Renzi quando venne a Napoli si fermò prima nella storica sede de Il Mattino di Napoli, di Caltagirone, prima di incontrare le istituzioni che lo aspettavano in Prefettura, e fu lì che presentò le sliders del progetto.
Un progetto che non spetterebbe al governo centrale, ma che fa evidentemente troppo gola a tutti.

Ma poi strategicamente il progetto fu ridimensionato, la partecipazione dei privati stralciata dall’evidenza del decreto: perché dirlo, perché dirlo ora?
Aspettiamo, si saranno detti, che l’evidenza di quello che tutti sanno venga alla luce, che i costi delle bonifiche completamente da rifare siano noti a tutti e dichiarati, allora tireremo i privati fuori dal cassetto.
Con il loro aiuto, ci sarà detto, e solo con il loro aiuto, potremmo fare le bonifiche, che costano, dato che i soldi non ci sono.
Sarà necessario a quel punto e chiaro a tutti che le opere del cemento ricompenseranno gli investimenti dei privati, che altro se no.

Intanto la firma dell’accordo proposto dal Comune allarga il campo della possibile speculazione. Infatti mentre Invitalia sembra accogliere la richiesta di riduzione delle volumetrie e presenta progetti ridimensionati, il sindaco di Napoli non solo permette di allargare la pertinenza del progetto oltre i confini del SIN, comprendendo anche le aree attigue, di pertinenza del Comune, i bocconcini prelibati di Nisida e del costone di Coroglio sotto Posillipo. Reinserendo le abitazioni stralciate dal progetto di Invitalia, e sì, l’housing sociale!
Intanto l’amministrazione presenta un progetto con sottovolumetrie, non conteggiate nel computo generale, che rischiano di realizzare il temuto: sommergere Bagnoli di cemento!
Sentite cosa dice l’assessore all’urbanistica del Comune di Napoli durante la seduta consiliare del 16 marzo 2015, a proposito del cemento su Bagnoli! (link: https://www.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v dal minuto 2:30 in poi).

Un progetto che passa senza la votazione del Consiglio Comunale, ed informando la cittadinanza con delle slides solo a cose fatte.

Bagnoli è un continuo campo di battaglia elettorale, un incessante, bla bla vuoto di contenuti, il foglio deve restare bianco e vuoto per scriverci ogni volta le dovute promesse e non realizzare mai nulla.
Il governo con il dl Fisco ha investito solo 27 milioni.
Nel 2016 si era annunciato un progetto da 276 milioni e 36 mesi per finirlo.

Senza soldi a disposizione la bonifica sarà solo sulla carta.Ma forse è proprio questo che si vuole fare, una nuova campagna elettorale di promesse su Bagnoli.
Ricordiamo le parole del viceministro allo Sviluppo economico che ha paragonato Taranto a Bagnoli, cercando nel disastro economico di questa parte di Napoli la giustificazione per continuare a inquinare la Città Pugliese: a Bagnoli, ricordiamo al Viceministro, ha inquinato lo Stato con Fintecna, e il Consiglio di Stato ha riconosciuto che Fintecna deve bonificare.
Ossia lo Stato. Non vogliamo le mani dei privati su Bagnoli.
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Vi stanno prendendo in giro: la Regione Lazio non ha tagliato i vitalizi

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http://www.beppegrillo.it/2018/01/vi_stanno_prendendo_in_giro_la_regione_lazio_non_ha_tagliato_i_vitalizi.html

di Roberta Lombardi

Come sapete sono una persona puntuale, quindi chiudiamo anche questa farsa del Pd sui vitalizi, perché non se ne può più! Quello che vedete è un video in cui il presidente uscente, davanti alla nostra proposta di tagliare i vitalizi (e introdurre il sistema contributivo) candidamente dichiarava, il 28 dicembre 2013, in aula consiliare: “I vitalizi tutelano la dignità” del lavoro svolto dagli ex consiglieri. Ma vi rendete conto? E la dignità dei cittadini, dei “comuni mortali” dove la mettiamo? E alla dignità di chi è costretto a lavorare, se gli va bene, 30-40 anni per avere una pensione (e che pensione…) chi ci pensa? Oppure alla dignità di chi per prenotare un esame medico si vede mettere in lista con attesa di più di un anno…

Detto questo, nessuno ha tagliato i vitalizi in Regione Lazio. Un atto deciso dall’ex governo Monti, che le varie Regioni hanno dovuto recepire perché lo prevedeva la legge, ha stabilito nel 2012 che i vitalizi non sarebbero più stati erogati in futuro, ma restavano in piedi quelli vecchi: tantissimi soldi pubblici versati a chi in passato aveva fatto anche solo qualche settimana di consiliatura (o legislatura). La ratio della misura già allora era stata chiara.

Insomma, mentre ci tagliavano le pensioni con la Fornero retroattivamente (con i voti sia del Pd che del centrodestra) addebitando a noi cittadini i costi di una crisi generata dai partiti, mentre mettevano in ginocchio l’intero Paese, al contempo provavano anche a ripulirsi la coscienza con questa presa in giro.

Nessuna cancellazione dunque, nessuna abolizione sia chiaro, solo un piccolo ritocco, giusto per fare la parte, come si suol dire.

Tant’è che la Regione Lazio continua a spendere circa 20 milioni di euro l’anno per erogare questo privilegio medievale agli ex consiglieri. In 5 anni sono 100 milioni di euro! Quanti posti letto, quanti interventi di manutenzione nelle strutture sanitarie pubbliche, quanti macchinari d’eccellenza si sarebbero potuti mettere a disposizione dei cittadini laziali?

Ebbene, finita la farsa del “contributo di solidarietà” per cui in tre anni è stata sottratta solo una piccolissima parte del vitalizio ai fortunati, in Regione Lazio proprio a fine mandato non hanno perso occasione per ridarsi l’aumento. E sapete perché? Perché, come spiegato sopra, a godere del vitalizio oggi sono gli ex consiglieri (come sul nazionale gli ex parlamentari) che sul territorio garantiscono ancora sacche di voti ai partiti. Per questo nessuno, tra il Pd di Zingaretti e il centrodestra, è interessato a tagliarli, perché altrimenti perderebbero i loro capi-corrente. Insomma, non hanno le mani libere per farlo!

Vedete, se il presidente uscente Pd avesse avuto davvero a cuore la questione, quanto meno avrebbe potuto estendere il “contributo di solidarietà” ma, in vista del voto, non l’ha fatto. Fatevi una domanda e datevi una risposta.

Se andremo al governo della Regione Lazio noi i vitalizi li taglieremo e i 100 milioni di euro li investiremo in sanità e in incentivi alle imprese. E sia chiaro, non cerchiamo alcun applauso, lo consideriamo un dovere, un gesto di equità a cui adempiamo con orgoglio.

P.s. C’era qualcun altro che, ogni volta che era in difficoltà, andava blaterando che gli altri erano tutti gufi. Anche quando, come in questo caso, qualcuno gli sbatteva in faccia la realtà. Poi abbiamo visto com’è andata a finire…

L’ho detto, i giochi sono finiti signori miei. Il vostro tempo è finito. Game over. Ora si ricomincia, ora ci siamo noi!

#LaNostraRegioneDiVita

Con un vostro piccolo contributo potete sostenere la campagna: https://paypal.me/lazio2018
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Forza Italia: 89% professionisti della politica

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http://www.beppegrillo.it/2018/01/forza_italia_89_professionisti_della_politica.html

di MoVimento 5 Stelle

Il MoVimento 5 Stelle si sta preparando alle parlamentarie a cui parteciperanno tantissime persone di buona volontà che vogliono mettersi a disposizione del Paese. Lavoratori del settore privato e pubblico, giovani laureati, piccoli imprenditori, artigiani, professionisti, operai, ingegneri, architetti, avvocati, commercianti, insegnanti, ricercatori, docenti universitari, precari. Cittadini che se diventeranno portavoce dopo due mandati torneranno alla loro vita di sempre e che si taglieranno lo stipendio come hanno fatto i nostri in Parlamento nella legislatura ormai conclusa, che si sono tagliati stipendi per oltre 24 milioni di euro.

Negli altri partiti i candidati verranno scelti da pochi tra i soliti noti che mantengono la poltrona in alcuni casi da decenni. Oggi parliamo di Forza Italia, un partito di professionisti della politica che stanno in Parlamento da decenni a portare avanti gli interessi di Berlusconi e delle lobby. Berlusconi da mesi dichiara che i parlamentari del Movimento 5 Stelle prima di essere stati eletti nel 2013 ‘erano tutti disoccupati’, ‘nullafacenti’, ‘falliti’, ‘ignoranti’, con ‘redditi risibili’ (come se crisi e precariato non esistessero in Italia per colpa delle sue politiche e di quelle dei suoi sodali Pd…).

I numeri e le statistiche lo smentiscono clamorosamente. Analizziamoli

Movimento 5 Stelle: 123 parlamentari uscenti tra Camera e Senato. Tutti con al massimo 1 mandato alle spalle e il prossimo per chi verrà rieletto sarà l’ultimo Istruzione: Su 123 parlamentari uscenti 80 sono laureati (65%), 41 diplomati (33,4%) e 2 hanno la licenza media (1,6%). Queste le professioni rappresentate: impiegati (14), insegnanti (11), studenti universitari (11), ingegneri ( 10), dipendenti di aziende private (10), liberi professionisti ( 6), consulenti (5), avvocati ( 4), piccoli imprenditori (4), medici (3), architetti (2), artigiani (2), ricercatori universitari (2), dipendenti aziende pubbliche (2), soci di piccole imprese (2), praticanti avvocati (2), educatori professionali settore pubblico (1), infermiere (1), fisioterapista (1), funzionario tributario (1), operaio metalmeccanico ( 1), idraulico (1), biologo (1), casalinga (1), operatrice economica (1), amministratore unico (1), assistente giudiziario di tribunale (1), operatori Rai telecinematografici ( 1) , addetto di selezioni personale (1), pedagogista 1, operatore Sociale in settore privato (1), Perito Chimico (1), chimico (1), scrittore( 1), commerciante (1), tecnico sala prove ( 1), tecnico laboratorio (1), consulente Informatico (1), settore turismo (1), giornalista pubblicista (1). I disoccupati di cui parla Berlusconi? Sono 6 (4,9% degli eletti) mentre 1 era una lavoratrice precaria.

Forza Italia è un partito fatto di politicanti professionisti che chiude la legislatura con 100 parlamentari uscenti: 56 alla Camera e 44 al Senato. Tra questi ha imbarcato anche diversi transfughi di altre forze politiche con un solo mandato… tra loro segnaliamo l’ex Pd Maria Tindaro Gullo, coinvolta in inchieste.

Tra loro ci sono anche avvocati e imprenditori che prendono stipendi e privilegi da parlamentari, ma in aula non ci vanno mai. Parliamo dell’avvocato Niccolò Ghedini con il 99.2% di assenze in Senato e dell’imprenditore pluri-inquisito Antonio Angelucci (editore tra l’altro dei quotidiani Libero e Il Tempo) con il 99,59% di assenze alla Camera. Tra gli eletti di Berlusconi figurano anche persone che si definiscono: dirigenti politici di partito. L’89% degli eletti in Forza Italia hanno una caratteristica: sono di fatto professionisti della politica Con questa legislatura infatti 89 su 100 hanno svolto almeno 2 di mandati elettivi tra Parlamento, Europarlamento, Regioni o da Sindaci. Se fossero nel Movimento 5 Stelle andrebbero a casa , tornando alle loro professioni. Ma sono nominati dal condannato per frode fiscale Silvio Berlusconi. Così proveranno a scaldare sedie e difendere lobby senza neanche tagliarsi gli stipendi, rinunciare a privilegi e rendicontare le loro spese.

L’analisi dei mandati è ancora più impietosa. Con questa legislatura 47 parlamentari di Forza Italia tra Camera e Senato hanno svolto almeno 2 mandati elettivi, 15 ne hanno svolti almeno 3, 10 sono al quarto mandato, ben 10 sono poi alla loro quinta legislatura, 4 hanno già collezionato 6 legislature. Chiudono in bellezza 2 super poltronari che di mandati nel solo Parlamento ne hanno svolti ben 7 (praticamente oltre un trentennio). Sono i recordman della Casta, Maurizio Gasparri ed Elio Vito alla Camera.

La scelta che dovranno fare i cittadini alle elezioni sarà tra i politici di sempre che penseranno ai loro privilegi e le persone di buona volontà che vogliono cambiare Il Paese e mettere al primo posto i cittadini.
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Il capodanno di Roma: un capolavoro

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di Tiziana Tosca Donati

Davvero amareggiata dal fatto che non sia stato dato il giusto risalto nazionale alla bellezza dell’evento de La Fura dels Baus e del capolavoro che hanno creato per il capodanno romano.

A prescindere da me (che invece sono stata stracitata, amata e riverita e potrei starmene paraculamente zitta) non dire che Roma ha avuto uno spettacolo straordinario , inaspettato, nuovo, internazionale, ( a cui hanno lavorato tantissimi professionisti, organizzatori, autori, tecnici, musicisti, acrobati, ballerini) non citare quasi mai la compagnia fatta di artisti e registi catalani meravigliosi e geniali …ecco l’ho trovato davvero deprimente. Oggi l’unica cosa che ho letto che ci sono state 5000 persone in meno dello scorso anno…invece di dire che abbiamo assistito (me compresa) a qualcosa di unico.

A prescindere dal colore politico che io possa amare o no ( in questi anni non ho mai fatto mistero della mia appartenenza alla Sinistra ex Vendoliana) trovo meschino che per boicottare un partito si debba usare il comune di Roma oscurando il lavoro strepitoso fatto da artisti che hanno sputato sangue per crearlo. Dal primo regista all’ultimo acrobata. Quando si svilisce la cultura per altri fini non è la politica che perde…perdiamo noi tutti… la nostra dignità, il nostro futuro di cittadini e soprattutto la nostra amata Roma.

Per una volta aimé devo ammettere che certi comportamenti fanno male a tutti….nessuno si senta escluso. Le mie scuse più sincere a La Fura dels Baus.
Buon anno…comunque !
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