La manipolazione arma delle guerre mediatiche

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La Torre di Babele

Ogni tanto qualcuno mi chiede di chiarire il senso dell’incipit: “La verità non esiste, esistono i fatti”. Intanto spiego quand’è nato: nei Balcani durante quella che si tentava di  trasformare in guerra santa. I croati accusavano i serbi di abbattere i campanili delle chiese cattoliche. Un giorno a Karlovac un vecchio mi indica la base delle macerie: c’era dinamite. Insomma i croati buttavano giù i campanili per incolpare i serbi e avere l’appoggio dell’Europa. Di esempi ne ho molti altri, fino alla Libia. Arrivavano in redazione filmatini da Bengasi: a fronte di notizie che parlavano di mille morti in un giorno non c’era neppure uno sparo (tutti morti d’infarto?) così decisi di andare giù e fu facile scoprire che al Jazeera gonfiava la repressione fino a giustificare l’intervento contro Gheddafi, a tal punto da trasformare i lavori di ristrutturazione nel cimitero di Tripoli di due anni prima in una “prova”…

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