SUL VALORE DEL SINDACATO E SUL DISVALORE DEI SINDACALISTI CARRIERISTI DELLA POLITICA

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SUL VALORE DEL #SINDACATO E SUL DISVALORE DEI SINDACALISTI CARRIERISTI DELLA POLITICA
Sia chiaro, il sindacato è stato (e rimane) uno strumento importantissimo per i lavoratori.
Grazie al movimento sindacale, per esempio, si è avuta la limitazione dell’orario di lavoro, che è stata la più grande conquista dei lavoratori. Con lo slogan “Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire” si aprì la strada, nei primi del ‘900, a rivendicazioni generali e a una forma di lotta dei lavoratori uniti per affermare la propria autonomia e indipendenza.
Ma è innegabile che, nel tempo, alcune delle principali sigle sindacali abbiano finito per fare gli interessi della classe politica di riferimento e dei gruppi di interesse a loro correlati, tradendo, nei fatti, le aspettative dei lavoratori stessi.
Lo denunciai in Parlamento sin dal 2014, con questo discorso che mi valse svariate minacce di querela.
Lo riporto per iscritto qui:
“Abbiamo pizzicato fuori dalla Commissione lavoro tre ex sindacaliste, ora in carriera politica, mentre prendevano ordini dalla Confindustria su come fare. Invece che fare audizioni in Commissione con le parti e i soggetti interessati, come noi abbiamo chiesto, avete preferito consultarvi in privato tra i divanetti di Montecitorio. È il modus operandi della pattuglia dei sindacalisti approdata in Parlamento come premio per aver tenuto buoni i lavoratori, secondo le direttive dei partiti politici e delle lobby di riferimento, con salari da terzo mondo, con contratti a ribasso e sotto ricatto, «o così o andate a casa».
È l’ennesima conferma che sindacato e politica vanno da sempre a braccetto. Lo sbocco naturale del sindacalista carrierista è la politica. C’è spazio in tutti i partiti: nomi celebri di ex paladini dei lavoratori che hanno intrapreso sfavillanti carriere in politica. Ecco solo alcuni esempi: da Bertinotti a Marini, seconda e terza carica dello Stato, passando per Epifani, da segretario CGIL a quello del PD, che tanto è uguale, è solo una mera questione formale, e poi la pletora di Ministri, sottosegretari e via di seguito. In questa legislatura in Commissione lavoro ce ne sono ben 14. Conflitto di interessi? No, giammai.
Sarà per questo che i lavoratori hanno perso tutte le certezze che avevano conquistato nelle dure lotte degli anni Settanta. Sarà per questo che gli italiani sono i cittadini europei che guadagnano di meno di tutti e i più tartassati in Europa. Sarà per questo che è stato smantellato il sistema pensionistico, mandando in pensione gli italiani a 70 anni con una pensione di gran lunga inferiore all’ultimo stipendio. Sarà per questo che in Italia cresce la disoccupazione, il precariato, il debito pubblico, le tasse e calano, invece, i diritti dei lavoratori e le aziende abbandonano il Paese con la complicità dei sindacati.
Siete saliti sulle spalle dei lavoratori per salire in alto. La classe operaia e impiegatizia è sprofondata all’inferno, mentre voi siete saliti nell’alto dei paradisi della casta, dagli scioperi nelle piazze a fianco dei lavoratori alle poltroncine amaranto del Parlamento, con stipendi e pensioni da casta: come diventare onorevoli disonorando i lavoratori e fare provvedimenti bandierina per riscattarsi la faccia agli occhi dei lavoratori. Sindacalisti in politica siete dei venduti!”
** La libertà sindacale è un principio costituzionale che va tutelato. Liberiamo il sindacato dalle mani della politica e restituiamolo nelle mani dei lavoratori! **

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