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Liberiamoci delle zavorre: l’Italia deve volare alto!

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http://www.beppegrillo.it/2017/12/liberiamoci_delle_zavorre_litalia_deve_volare_alto.html

di Luigi Di Maio

Questi sono giorni in cui stiamo capendo quanto questo Paese sia zavorrato. I vecchi partiti sono una zavorra. Con i loro conflitti di interesse, le loro continue questioni interne, le banche che stanno facendo crollare la seconda repubblica. Noi dobbiamo volare alto.

Dobbiamo portare questo Paese a volare in alto, mentre loro si scannano, si trascinano in basso verso i loro problemi, i loro conflitti di interesse, le loro ruberie. Noi dobbiamo essere in grado di trascinare questo Paese sempre più verso l’alto, verso la qualità della vita dei cittadini, verso una migliore condizione per tutta l’Italia e per tutti gli italiani. Ed è per questo che oggi voliamo davvero: GUARDA IL VIDEO!

Ps: Grazie ad Aero Gravity per la fantastica esperienza! Il #Rally continua: sosteneteci con una donazione.
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Martina, Castiglione, la neve e il pesce spada

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http://www.beppegrillo.it/2017/12/martina_castiglione_la_neve_e_il_pesce_spada.html

di Ignazio Corrao, M5s Europa

Questa è bella. Lunedì e martedì a Bruxelles si è tenuto il Consiglio dell’Unione Europea, dove sono state prese importanti decisioni, alcune potenzialmente negative per l’agricoltura e la pesca. Nello specifico, martedì si è votato all’unanimità la riduzione del 3% del quantitativo di pesce spada che i pescatori italiani possono pescare. A quella riunione di Consiglio, hanno partecipato ministri e vice degli stati membri, la Spagna ad esempio, era presente con il suo ministro, così come la Francia, per il Belgio presenti ben tre ministri, erano presenti persino i ministri di Lussemburgo e Repubblica Ceca che certamente non hanno grandi interessi per la pesca. Ebbene, a rappresentare l’Italia c’era solo un funzionario permanente, il signor Giovanni Pugliese.

Nessuna traccia del ministro Martina o del sottosegretario Castiglione. Proprio così, in quel tavolo dove l’Italia aveva tutto da perdere (e così è stato), non c’era uno straccio di rappresentante istituzionale italiano. Anche se Martina o Castiglione vi fossero andati però, non sarebbe cambiato granchè, dato che è stata votata all’unanimità, senza cioè alcun voto contrario, anche del rappresentante italiano, il signor Pugliese, la riduzione di un ulteriore 3% la quota di pesca per il pesce spada, fissata attualmente a 3.736 tonnellate.

https://goo.gl/pQNy21

Il mio ufficio denuncia il caso, diamo l’elenco ai giornali e di fatto salta il continuo bluff tutto italiano della narrazione politica dei “bravi” ministri e deputati di destra e sinistra che raccontano ai territori e ai giornali locali di tutelare l’agricoltura, la pesca e tutte queste belle manfrine che leggiamo ogni mattina. Qualche giorno addietro ad esempio, abbiamo denunciato come i deputati europei di PD e Forza Italia avevano votato a favore dell’uso del glifosato in Italia per altri 5 anni.

https://goo.gl/XPvkoP

Ma torniamo al caso pesce spada e assenza del ministro Martina. Stamattina faccio un tweet in cui chiedo spiegazioni al ministro. Ebbene, sapete cosa mi risponde? Risponde che lunedì è rimasto bloccato a Liegi mentre era diretto a Bruxelles causa neve.

Peccato per il Ministro Martina che su quel volo ci fossi pure io che partito da Roma ero diretto a Strasburgo per la sessione Plenaria del Parlamento Europeo.

Quel volo è partito da Roma alle ore 11.00 come mostra anche la mia agenda.

Ora, intanto vorrei chiedere al ministro Martina, come mai sia partito per Bruxelles, alle ore 11.00 di lunedì 11 dicembre, giorno in cui il Consiglio si riuniva a partire dalle ore 8.30.

Un rappresentante di Governo che ha a cuore le sorti dei propri connazionali, parte in tempo per partecipare agli incontri e battere i pugni sui tavoli e magari poteva partire il giorno prima, come hanno fatto i rappresentanti degli altri Paesi. Altra cosa. Da quel volo diretto a Bruxelles e dirottato a Liegi causa neve, siamo scesi alle ore 14.00 circa. Il Ministro Martina avrebbe in ogni caso potuto prendere un treno che in 60 minuti circa lo avrebbe portato a Bruxelles a sedere su quel tavolo in tempo per partecipare al panel relativo ad African Swine fever, cioè la febbre suina che sta colpendo gli allevatori della Sardegna.

https://goo.gl/mVSS4N

Avrebbe potuto usare la scusa del ritardo a causa del “UAIND” (Alfano Docet).
Ma un dubbio mi assale: una volta arrivato a Liegi e aver maturato la decisione di dare forfait al Consiglio, che cosa ha fatto lunedì e martedì il ministro Martina? Perchè non ha avuto il tempo di andare a Bruxelles al consiglio dell’Unione Europea? Ce lo chiediamo noi e se lo chiederanno gli italiani che gli danno lo stipendio. Altra cosina, dato che non c’è traccia della posizione dell’Italia nei documenti pubblici, potrebbe il ministro Martina pubblicare il documento preventivo che concorda la posizione dell’Italia con il funzionario permanente presente al tavolo?

Mistero della fede. Intanto in Italia, il sottosegretario Castiglione, anch’egli “molto impegnato a difendere i pescatori”, era “bellamente” in patria per sciogliere il suo partito e, chiamato in causa per la sua assenza a quel tavolo, si limita a un retweet dal suo profilo in cui si legge ancora che è coordinatore dell’appena sciolto Alternativa Popolare…

Ebbene, queste assenze e questi atteggiamenti, sono quelli che hanno portato l’Italia a soccombere su mille fronti in Europa. La cosa che dico sempre è che non sono gli altri Paesi d’Europa a essere cattivi, mentre l’Italia fa sempre la parte da Cenerentola. Il danno dell’Italia sono i rappresentanti politici italiani che si sono venduti per un piatto di lenticchie e hanno sottoscritto qualsiasi tipo di accordo scellerato pur di mantenere salda la poltrona.

Sono davvero dispiaciuto di dover far sempre denunce, di smascherare quello che non funziona di stare col fiato sul collo di chi non fa il proprio dovere. Mi auguro che queste denunce servano però a incanalare la coscienza collettiva verso l’unico MoVimento che fa davvero gli interessi dei cittadini. Mandiamo a casa questi signori e prendiamoci la sovranità del nostro Paese e delle nostre città. Io sto dando il massimo, coordinando i miei colleghi in tutta Italia a sostenere Luigi Di Maio ed il governo del Movimento 5 Stelle. Facciamolo tutti insieme!

Aggiornamento delle 20:18.

Il ministro Martina ci fa sapere che è partito da Milano Malpensa anzichè ad Roma Fiumicino. Perfetto, adesso che sappiamo che il ministro è partito da Malpensa cambia tutto!
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Turismo2030: come sarà il turismo del futuro

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di MoVimento 5 Stelle
Appuntamento mercoledì, 20 dicembre, alle ore 9, a Milano, presso la Fondazione Stelline in Corso Magenta, 61, per la presentazione di “Turismo 2030 – Come evolverà il turismo nel prossimo decennio”, la ricerca commissionata dal MoVimento 5 Stelle al professor Domenico De Masi, sociologo del lavoro, che disegna lo scenario futuro dell’economia del turismo, grazie al contributo di altri undici esperti, che si sono espressi senza conoscere l’identità del committente.

Attualmente l’Italia è la meta più desiderata al mondo e il quinto Paese più visitato. Nonostante ciò guadagna meno di altri Stati che hanno un minor numero di turisti.
Nel 2030 il turismo mondiale interesserà 1,8 miliardi di persone, l’80% in più rispetto al miliardo di turisti del 2013, che hanno speso 1200 miliardi di dollari. In questo scenario si farà sempre più agguerrita la concorrenza tra i Paesi. Come riuscirà l’Italia a tenere testa ai suoi concorrenti? Capacità di attrazione, strategie di marketing, digitalizzazione, robotica e intelligenza artificiale sono solo alcune delle principali sfide del turismo post industriale che Stato, imprese e operatori del settore dovranno affrontare. Durante la presentazione di “Turismo 2030” proveremo a rispondere a queste domande e a capire come attrezzarci per il cambiamento già in atto.

Per partecipare compilate il form
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Bancopoli è appena iniziata

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di MoVimento 5 Stelle

Adesso, in questa settimana o poco più, si andrà avanti a tamburo battente, audizione dopo audizione, anche se il tempo perso non si recupera. Non ci si possono certo aspettare miracoli da una commissione d’inchiesta come quella sul sistema bancario, nata troppo tardi e nata male, con un presidente come Pier Ferdinando Casini che ne disprezzava la ratio e gli obiettivi prima di prenderne il comando con poteri fin troppo discrezionali.

Il MoVimento 5 Stelle, rappresentato da cinque valenti membri, pur escluso dall’Ufficio di presidenza per mano dei partiti, sta dando un contributo fondamentale ai lavori della bicamerale.

Caso Vegas-Boschi a parte, le nostre domande hanno contribuito a far cadere in contraddizione le vigilanze, Bankitalia e Consob, circa la mancata sorveglianza sulle venete che nel frattempo sprofondavano sotto il peso dei crediti deteriorati e massacravano i piccoli risparmiatori con aumenti di capitale gonfiati o con obbligazioni spazzatura.

I commissari Cinquestelle hanno messo in risalto le timidezze, chiamiamole così, del Tesoro che da primo azionista di Mps non intraprenderà alcuna azione di responsabilità nei confronti degli ex vertici Profumo e Viola. E, tanto per dirne un’altra, siamo stati noi a mettere in difficoltà il procuratore di Arezzo Roberto Rossi sulle indagini a carico (anche) di Pier Luigi Boschi per il falso in prospetto legato alle obbligazioni 2013 di Banca Etruria. 
Il M5S sta lavorando intensamente e a tutto tondo in commissione, anche perché siamo l’unica forza politica che non ha scheletri negli armadi del credito e siamo stati i soli ad aver chiesto fin da subito di infittire l’agenda per poter sciogliere il maggior numero di nodi possibile.
Il MoVimento aveva spinto per questa bicamerale fin dall’inizio della legislatura, con la proposta di legge del portavoce Carlo Martelli. Avevamo anche preteso una commissione specifica sul caso Montepaschi e abbiamo un testo di legge ad hoc per un organismo di inchiesta sui crimini bancari, firmato da Dalila Nesci e risalente al settembre 2015. 

Con le nostre fortissime pressioni, già prima che arrivasse Vegas, abbiamo messo il Pd all’angolo e abbiamo ottenuto l’audizione di Federico Ghizzoni, l’ex ad di Unicredit, che verrà a dirci se il sottosegretario Maria Elena Boschi fece pressioni pure su di lui all’inizio del 2015 per spingerlo a salvare la banchetta di famiglia che, come ora sappiamo, le dava così tante preoccupazioni.

Insomma, difendiamo da sempre i piccoli investitori e non siamo improvvisati paladini del risparmio solo in vista della campagna elettorale. Ecco perché nella prossima legislatura, se saremo al governo, il M5S istituirà da subito una nuova bicamerale sui crac e sulle truffe degli istituti di credito. Perché purtroppo questa commissione si prepara a restare, tra poco, un discorso interrotto troppo presto, assieme alla fine della legislatura.

Ora dobbiamo concentrarci su quello che sta avvenendo a Palazzo San Macuto. Saranno giorni intensissimi. E’ per questo che il M5S ha deciso di rinviare l’evento legato al “Programma Banche” che si sarebbe dovuto tenere ad Arezzo oggi, 15 dicembre. La fitta agenda non consente ai nostri commissari di muoversi.

Ci ritroveremo comunque nella stessa Arezzo, ma nell’anno nuovo. E avremo nuovi elementi per raccontare ai cittadini cosa ci differenzia da questi partiti e come vogliamo rivoluzionare il sistema del credito, tutelando realmente il risparmio, sostenendo famiglie e imprese. 
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Presentazione disegno di legge (cofirmatario)

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http://www.senato.it/loc/link.asp?tipodoc=sattsen&leg=17&id=00029123&tipo=iniziativa

S. 2806
Modifiche alla legge 9 luglio 1990, n. 185, concernente le norme sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento

Paradosso Umbria: acqua potabile a rischio, laddove l’acqua di qualità abbonda!

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http://www.m5sumbria.it/2017/12/14/paradosso-umbria-acqua-potabile-rischio-laddove-lacqua-qualita-abbonda/

Che l’Umbria sia ostaggio inerme di governanti inadeguati e spesso collusi, lo ripetiamo ormai da anni. Bastano particolari condizioni meteorologiche per mettere regolarmente in crisi il sistema idrico un po’ ovunque in Umbria, ma è ancor più paradossale quanto accaduto anche ieri in alcune zone attorno a Ferentillo. Benché venga sminuito come ‘evento straordinario‘, i cittadini di Macenano, Sambucheto e aree limitrofe lamentano che “ogni volta che piove abbondantemente sul nostro paese, dai rubinetti esce acqua mista a fango“. Un problema reiterato e noto da tempo, dunque, che avrebbe dovuto spingere chi governa verso la sistemazione, l’adeguamento e la messa in sicurezza dell’impianto esistente, anziché realizzarne uno ex novo, con un’estesa, quanto lucrosa devastazione, depredando ulteriormente il fiume Nera, già ampiamente razziato delle sue preziose acque a fini idroenergetici.
Il fenomeno, che ha provocato enormi disagi non solo alle utenze domestiche, ma anche e soprattutto alle attività commerciali e ai ristoratori, ha toccato il suo apice con l’interruzione del servizio idrico, con intere frazioni senza acqua e senza che i cittadini ne fossero preventivamente avvisati: quante altre comunità umbre si trovano nella stessa condizione, con un elevato livello di perdite e acque talora contaminate, solo a posteriori potabilizzate chimicamente? La deferenza della politica locale e statuale verso note multinazionali, a cui è stato indegnamente svenduto il nostro primario diritto all’acqua, non viene minimamente mostrata nei confronti dei cittadini, vittime viceversa di politica e affari. Si cade così in un incredibile e amaro paradosso: laddove naturalmente abbonda acqua di qualità, le comunità rischiano di perdere l’acqua potabile.
Il M5S ha già predisposto a riguardo un’interrogazione urgente: prioritario difendere i cittadini da chi insidia il loro stesso diritto alla vita
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