Talete, il mistero del treno fantasma.

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http://www.m5sumbria.it/2018/01/04/talete-mistero-del-treno-fantasma/

Il MoVimento 5 Stelle chiede pubblicamente che la Giunta regionale renda noti i dati sullo stato della linea Ex FCU derivanti dell’analisi effettuata mediante il convoglio di RFI denominato “Talete”.
Già da settembre, mentre la Presidente Marini lanciava strali contro i soliti i “gufi”, minacciando che “l’ex Fcu che chiude definitivamente è una notizia falsa e la Regione su questo intende tutelarsi diffidando chi parla in maniera diversa”, l’assessore Chianella esponeva l’ennesimo piano di ristrutturazione e rilancio. Il presupposto stesso del piano di manutenzione sarebbe stata l’analisi della linea mediante il convoglio di RFI denominato “Talete”, progettato per analizzare a fondo lo stato di salute della linea ferroviaria. Talete, secondo quanto affermato dall’assessore Chianella in Consiglio regionale, avrebbe analizzato la linea Ex FCU nei primi giorni di ottobre.
Riteniamo fondamentale accedere a tali dati al fine di valutare il realismo delle reiterate promesse della Giunta e per comprendere le reali condizioni della linea ferroviaria. Abbiamo già inoltrato la richiesta all’assessorato trasporti della Regione Umbria che sostenendo di non avere i dati, ci ha invitato a chiederli ad Umbria Mobilità “unica responsabile” della Ex FCU. Abbiamo allora scritto ad Umbria Mobilità, che ha però affermato che quei dati, “non sono nella sua disponibilità”, rimpallando alla stessa RFI la nostra richiesta.
Seguendo questa “caccia al tesoro”, abbiamo inviato pochi giorni fa la richiesta ad RFI.

Non tollereremo un ennesimo, ulteriore rimpallo di responsabilità per ottenere dei dati che la Giunta regionale avrebbe già dovuto avere da diverso tempo.
In attesa del responso, dobbiamo comunque prendere atto che da circa tre mesi non si riesce a sapere il reale stato della linea Ex FCU, con la Giunta che continua a pontificare sulla rinascita, apparentemente senza neppure conoscere il suo stato di conservazione. Ci chiediamo se “Talete” è un “treno diagnostico” oppure un “treno fantasma”.
Ricordiamo a tal proposito che uno dei temi centrali affrontati dalla Commissione consiliare d’inchiesta sui trasporti riguarda proprio la triste sorte toccata alla Ex Ferrovia Centrale Umbra, la quale, dopo annunci caduti nel vuoto per anni e scarse manutenzioni che ne avrebbero compromesso la sicurezza, è stata “temporaneamente” chiusa e trasferita dalla Regione ad RFI.
L’articolo Talete, il mistero del treno fantasma. sembra essere il primo su MoVimento 5 Stelle Umbria.

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TAP, lettera alla Commissione UE. Violata la direttiva sull’impatto ambientale?

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http://www.beppegrillo.it/2018/01/tap_lettera_alla_commissione_ue_violata_la_direttiva_sullimpatto_ambientale.html

di Rosa D’Amato, EFDD – M5S Europa

Ho scritto al commissario UE all’Ambiente, Miguel Arias Canete, per contestare la decisione del ministero dell’Ambiente di avocare a sé le verifiche di ottemperanza di ben undici prescrizioni per la realizzazione del gasdotto Tap, sottraendole alla Regione e all’Arpa Puglia: chiediamo di sapere se questa decisione violi la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati.

Nella lettera inviata a Bruxelles ricostruisco i passaggi che hanno portato all’estromissione della Regione e dell’Arpa dalle verifiche, ricordando, stando a quanto riferito dalla stessa Regione, che “la VIA è stata rilasciata sulla base di uno studio di fattibilità e non di un progetto esecutivo” e che restano numerose questioni da accertare, dato che “le autorizzazioni ministeriali sono state concesse a fronte delle autocertificazioni di Tap, talvolta parziali e modificate in itinere”.

Le prescrizioni sottratte agli enti vigilanti regionali sono particolarmente importanti anche a livello comunitario in quanto riguardano l’impatto paesaggistico, le interferenze del metanodotto con gli habitat naturali, il progetto di monitoraggio ambientale, la sismicità, i rischi di incidenti e la progettazione esecutiva del terminale di ricezione (la struttura su dodici ettari in corso di realizzazione a Melendugno dove saranno variate temperatura e pressione del gas).

Sul terminale di ricezione, Umberto Ghezzi del Politecnico di Milano ha paventato “rischi estremamente rilevanti, esplosioni e incendi”. Rischi accertati anche dalla Regione, mentre la responsabile dell’Unità Ambiente della Commissione europea, Aneta Willems ha chiarito ad alcuni quotidiani italiani che “anche gli stabilimenti esclusi dalla direttiva Seveso possono comportare rischi per la salute dei cittadini o per l’ambiente” aggiungendo che “le amministrazioni nazionali e le autorità giudiziarie competenti sono le prime responsabili di verificare specifiche situazioni e dispongono dei mezzi appropriati per affrontarle.

Dinanzi a queste criticità il ministero ha risposto estromettendo la Regione dal ruolo di ente vigilante. Tale decisione porterà alla concentrazione nelle mani dello stesso ministero di tutte le prescrizioni. Chiediamo all’UE una risposta chiara. Sul gasdotto Tap il governo sta procedendo in modo sconsiderato, calpestando il territorio e i diritti dei cittadini, sia dal punto di vista ambientale che da quello economico, dal momento che questa opera inutile e dannosa distruggerà un pezzo di Puglia dalla forte vocazione turistica. Noi continueremo la nostra battaglia.
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In memoria di Ferdinando Imposimato

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I funerali saranno celebrati giovedì 4 gennaio, alle ore 14,00 a Roma, presso la Chiesa Santa Maria Mater Ecclesiae, Via Shangai, n.10.

di Elio Lannutti (fondatore Adusbef, giornalista e scrittore)

“La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”

La triste notizia della morte improvvisa del giudice Ferdinando Imposimato, un fratello maggiore conosciuto negli anni novanta, compagno di tante battaglie nella tutela dei diritti, della legalità e dei valori inalienabili della Costituzione, candidato dal M5S alla presidenza della Repubblica nel gennaio 2015, mi ha sconvolto.

Giudice istruttore di importanti processi che hanno segnato la storia ed i misteri irrisolti della Repubblica negli anni del terrorismo, come la morte di Aldo Moro ucciso dalle Brigate Rosse, l’attentato a Papa Giovanni Paolo II, l’omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet, la strage di piazza Nicosia. Magistrato integerrimo, negli ultimi anni era impegnato come avvocato nella difesa delle vittime di ingiustizia; dei risparmiatori traditi da Bankitalia e dallo Stato col Bail-in (esproprio criminale del risparmio); di Chico Forti, il velista italiano condannato all’ergastolo da un tribunale della Florida nel 2000, che si è dichiarato vittima di un errore giudiziario.

Ferdinando Imposimato, nella prefazione al libro La sporca guerra di Habib Souiada (gennaio 2001), aveva previsto l’offensiva di Al Qaeda e del terrorismo islamico contro l’occidente: “Il terrorismo va combattuto senza mezzi termini e senza incertezze, ma anche smascherando coloro che si giovano del terrorismo con il pretesto di combatterlo. L’Europa e gli Stati Uniti non si illudano. Fingendo di non vedere e di non capire, prima o poi dovranno pagare un conto molto salato. L’islamismo sta dilagando a vista d’occhio in tutto il mondo come il nuovo alfiere della libertà e della giustizia dei popoli oppressi. I segnali sono numerosi e non si possono ignorare. Basta vedere quello che oggi sta accadendo in Italia e in Europa”.

“La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”- ripeteva come un mantra la lezione di Pietro Calamandrei, nell’autunno 2016, nei viaggi comuni in treno in lungo ed in largo per l’Italia nei numerosi comizi, nelle piazze e nelle Università, per spiegare ai giovani il valore della Costituzione nata dalle lotte partigiane, che il governo Renzi voleva riformare in ossequio ai desiderata della Banca di affari Jp Morgan, che in un documento del 28 maggio 2013, indicava la ricetta alla crisi economica provocata dal neo liberismo dittatoriale e dall’egemonia delle banche e della finanza sulla politica, indicando l’intralcio all’agire economico nelle “Costituzioni troppe socialiste dei paesi periferici” (come l’Italia), nella “debolezza dei governi rispetto al Parlamento”, nelle “proteste contro ogni cambiamento”, vizi congeniti del sistema italiano”, replicando il Piano di Rinascita Nazionale evocato dalla P2 di Licio Gelli.

“Questa riforma – ripeteva negli incontri pubblici- è un attentato alla democrazia, come ben disse Calamandrei qualunque riforma la può fare solo il parlamento, non il governo, il governo non può stare nemmeno nei banchi del parlamento quando si fa la riforma, ed infatti è tutto il contrario la riforma l’ha fatta il governo e non il parlamento”.

Pietro Calamandrei (il grande giurista che aveva partecipato ai lavori della Costituente),davanti agli studenti universitari milanesi nel 1955, aveva definito la Costituzione “un testamento di centomila morti”.

Ferdinando, che non si era risparmiato nonostante l’età avanzata nelle decine di manifestazioni pubbliche in giro per l’Italia, arrivando a tenere anche 4 incontri in una sola giornata per difendere la Costituzione, che anche grazie al suo impegno ed a quello del M5S e dei suoi portavoce, è stata preservata dal disegno eversivo delle banche di affari e della finanza criminale che volevano stravolgerla, con gli italiani (specie i giovani ai quali la politica ha rubato speranza e futuro ai quali parlava nelle aule gremite delle Università per ascoltarlo), che hanno respinto con il 60% dei NO il Referendum Renzi, Boschi, Napolitano del 4 dicembre 2016, concludeva gli interventi con il discorso di Calamandrei: “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione.”. “Dietro ogni articolo della Costituzione o giovani, voi dovete vedere giovani come voi che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta”.

Una delle ultime battaglie comuni con Ferdinando, una guida sicura ed un grande italiano che mi onorava della sua amicizia, a tutela delle 500.000 famiglie espropriate da Bankitalia e dallo Stato dei loro risparmi, con la sua partecipazione attiva perfino nei sit in e nelle manifestazioni pubbliche a fianco dei truffati di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti, CariFerrara, Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza. Da magistrato e giurista insigne, non si rassegnava alla violazione dell’articolo.47 della Costituzione, con “La Repubblica che incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”, ai decreti ‘salva banche’ dei Governi Renzi e Gentiloni, che oltre a regalare 20 mld di euro alle banche, impedisce ai risparmiatori di potersi rivalere sia con le banche fallite che con le nuove. Riteneva scandaloso ed in violazione della Costituzione l’ultimo decreto del Governo Gentiloni che regala ad Intesa San Paolo le due banche venete, con una dotazione di 5 miliardi di euro ed una garanzia statale di 12 miliardi di euro, contro il quale dovevamo predisporre insieme un ricorso giudiziario per tentare di scardinarlo. Ferdinando mi mandava le sue riflessioni ed i suoi appunti, sia sul M5S al quale era profondamente legato come progetto per far rinascere su basi nuove un Paese divorato dalla illegalità, ai primi posti per corruzione tra gli ultimi per libertà di stampa, le due facce della stessa medaglia, che sulla politica, bene comune.

“Vogliamo che sia risolto il conflitto di interessi impedendo ai titolari di una o varie concessioni TV la elezione in Parlamento, che siano garantiti pluralismo della informazione e libertà di stampa, cardini della democrazia, siano attuate l’ eguaglianza dei diritti sociali riducendo le enormi diseguaglianze tra una piccola classe di privilegiati e enorme massa di cittadini; la tutela del lavoro dignitoso riconoscendo meno lavoro a tutti e più lavoro a tutti, riducendo la settimana lavorativa a 35 ore, la tutela delle pari opportunità dei cittadini all’accesso delle cariche elettive, tutela della scuola pubblica come presidio di libertà e garanzia di sviluppo, riconoscendo agli insegnanti stipendi dignitosi, il reddito sociale per i portatori di handicap e disoccupati involontari, che sia realizzata una società che non abbia settori marginali, zone d’ombra alle quali , quasi per una congenita e insuperabile diversità , sia riservata una sorte meno fortunata, una partecipazione meno intensa al valore della vita sociale , una diseguaglianza di posizione, un incolmabile dislivello sotto ogni riguardo. Occorre rimuovere questi settori marginali

Vogliamo che i giovani, spesso assenti dalla vita sociale e politica, indifferenti, privi di ideali, in preda a precoce scetticismo, siano protagonisti. L’ assenza dei giovani significa l’esaurirsi della speranza di avvenire della nostra società.Tutto questo porta a considerare che occorre sventare il pericolo dell’omicidio della democrazia e della rappresentanza popolare’.

Diceva Calamandrei: “Per fare buona politica non c’è bisogno di grandi uomini, ma basta che ci siano persone oneste, che sappiano fare modestamente il loro mestiere. Sono necessarie la buona fede, la serietà e l’impegno morale. In politica, la sincerità e la coerenza, che a prima vista possono sembrare ingenuità, finiscono alla lunga per diventare un buon affare”.

Non aveva voluto che lo andassimo a trovare in clinica prima di Natale io, ed i portavoce del M5S Riccardo Fraccaro e Daniele Pesco, mandandoci un messaggio affettuoso. Ci eravamo proposti di vederci a gennaio. L’ultimo messaggio venerdì 29 dicembre alle ore 15,00: ‘Caro Elio, grazie per quello che stai facendo con intelligenza e prudenza”.

Ferdinando Imposimato, segnato dal grave lutto del fratello Franco ucciso dalla camorra nel 1983, impegnato nella difesa dei diritti umani, scelto dall’Onu per il riconoscimento come simbolo della giustizia in occasione dell’anno della gioventù, autore di numerosi libri sullo stragismo, l’assassinio di Aldo Moro, i delitti impuniti, lascia un grande vuoto, non soltanto ai suoi cari, all’amato moglie ed alle due figlie, ma all’intero Paese che si riconosce nei valori e negli ideali di giustizia e legalità.

Il testamento di Ferdinando Imposimato e di Pietro Calamandrei, pietre miliari del diritto, devono illuminare il cammino da percorrere insieme ad uomini e donne traditi dalla partitocrazia avida e corrotta, soprattutto ai giovani senza futuro ed agli anziani costretti ad espatriare, alle famiglie taglieggiate perseguitate dal fisco e dalle banche, ai quali deve essere restituita la speranza ed il coraggio per far prevalere i valori di onesta’, trasparenza, dignità umana, con la politica al servizio del bene comune e degli interessi generali del Paese.

Addio Ferdinando ! Un grande abbraccio da noi tutti
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Il tasso di disoccupazione reale è oltre il 20%

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http://www.beppegrillo.it/2018/01/il_tasso_di_disoccupazione_reale_e_oltre_il_20.html

di MoVimento 5 Stelle

Un articolo del Corriere della Sera conferma finalmente ciò che il M5S ripete da anni su disoccupazione reale, fallimento del Jobs Act e pessime condizioni del lavoro in Italia. Meglio tardi che mai.

Ecco l’eredità dei governi a guida Pd, molto lontana dai proclami su Twitter:
– Il tasso di disoccupazione reale è più del doppio di quello ufficiale. Se ai 2,9 milioni di disoccupati ufficiali del terzo trimestre 2017 aggiungiamo i 3,2 milioni di persone che non hanno cercato lavoro nell’ultimo mese ma che sarebbero disponibili a lavorare subito, arriviamo a 6,1 milioni di disoccupati, cioè oltre il 20% della “forza lavoro” effettiva. Un dato devastante

– I posti di lavoro creati nell’ultimo triennio sono di pessima qualità. Lo dimostra il monte ore lavorate: ad ottobre 2017 abbiamo quasi recuperato i posti di lavoro pre-crisi, a quota 23.082.000, ma si lavora oltre 1 miliardo di ore in meno rispetto al 2008. Questo significa che i nuovi posti di lavoro sono in gran parte part-time involontari. D’altra parte l’Istat conta tra gli occupati anche chi lavora 1 sola ora a settimana. Così è facile gonfiare i dati per vantare una ripresa che non esiste

– A pagare il conto più salato sono stati i giovani tra i 25 e i 34 anni, fascia d’età che ha registrato a fine 2016 un tasso di disoccupazione (ufficiale) del 17,7% contro l’11,7% complessivo. Se poi contiamo i cosiddetti NEET (giovani che non lavorano, non studiano e non si formano) siamo al vertice in Europa con 3,2 milioni di persone, cioè il 29,1% dei 25-34enni. La responsabilità è almeno in parte della riforma Fornero, votata dai partiti e lasciata intatta dal Pd

– Le differenze territoriali sono enormi, con un tasso di occupazione intorno al 70% in molte province del Centro-Nord ma sotto il 38% in molte del Sud, fra le quali Reggio Calabria, Palermo e Napoli. Il governo Renzi aveva promesso il rilancio in grande stile del Mezzogiorno, la realtà come al solito è ben diversa

– Il Jobs Act ha drogato il mercato del lavoro garantendo alle imprese un bonus da 24.180 euro in tre anni per i nuovi assunti a tempo indeterminato e sostituendo l’art.18 con un misero indennizzo. In questo modo alla fine del triennio, cioè nel 2018, a molte imprese converrà licenziare i neo-assunti lucrando la differenza tra il bonus percepito e l’indennizzo al lavoratore. Anche i dati sui contratti di lavoro dimostrano la truffa: dal 2016, anno in cui il bonus triennale è stato ridotto, i nuovi contratti a tempo indeterminato sono crollati lasciando il posto ai contratti a termine, cresciuti del 13,4% solo nell’ultimo anno

Un disastro a cui si aggiunge la difficoltà di collegare domanda e offerta di lavoro. Anche su questo i governi Pd sono rimasti a guardare, mentre il reddito di cittadinanza del M5S prevede 2,1 miliardi di euro solo per rinnovare e potenziare i centri per l’impiego. Il lavoro deve tornare al più presto al centro dell’azione di governo, come recita la Costituzione.
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Ultime ore per presentare la propria autocandidatura per le parlamentarie: proroga fino alle 17

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http://www.beppegrillo.it/2018/01/ultime_ore_per_presentare_la_propria_autocandidatura_per_le_parlamentarie.html

>>> Le autocandidature per le parlamentarie sono un successo. Tantissime persone stanno partecipando a questa prova di democrazia del MoVimento 5 Stelle, unica forza politica che si apre alle persone di buona volontà e le fa votare dai suoi iscritti e non dai capi di partito. In quest’ultima ora c’è stato un picco di accessi che ha causato rallentamenti al sito. Per questo motivo il termine delle 12 per presentare la propria autocandidatura è prorogato fino alle 17 di oggi per poter garantire la più ampia partecipazione. Grazie a tutti coloro che stanno partecipando. Libertà è partecipazione!

Fino al termine perentorio delle ore 12 di oggi mercoledì 3 gennaio, gli iscritti al MoVimento 5 Stelle possono presentare la propria autocandidatura per le parlamentarie che si svolgeranno secondo le modalità previste dal Regolamento e i tempi che saranno pubblicati sul sito.
Tutti gli attuali iscritti per potersi candidare e per poter partecipare alle votazioni devono iscriversi alla nuova Associazione MoVimento 5 Stelle.

Non è necessario fare una nuova iscrizione, è sufficiente fare login al MoVimento 5 Stelle con le proprie credenziali di accesso ed entrare nella pagina di modifica del profilo (in alto a destra). Si aprirà una pagina per l’accettazione dell’iscrizione alla nuova Associazione MoVimento 5 Stelle. Per coloro che non si sono mai iscritti al MoVimento 5 Stelle, si possono iscrivere alla nuova Associazione da qui.
Dopo aver accettato l’iscrizione alla nuova associazione, è possibile presentare la propria autocandidatura per le parlamentarie dalla pagina di modifica del profilo.

Di seguito i documenti della Nuova Associazione e le regole per la selezione dei candidati:NUOVO STATUTO ASSOCIAZIONE MOVIMENTO 5 STELLENUOVO CODICE ETICOORGANIGRAMMA ASSOCIAZIONE MOVIMENTO 5 STELLEREGOLAMENTO PER LA SELEZIONE DEI CANDIDATI NEI COLLEGI PLURINOMINALI E UNINOMINALI
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Rifiuti dal Lazio all’Emilia? Ecco cosa sta succedendo veramente

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http://www.beppegrillo.it/2018/01/rifiuti_dal_lazio_allemilia_ecco_cosa_sta_succedendo_veramente.html

di Vittorio Ferraresi, Portavoce MoVimento 5 Stelle Camera

Su molti giornali si legge la notizia dei rifiuti romani smaltiti in Emilia. Peccato che la maggior parte delle cose scritte sia un guazzabuglio di inesattezze, omissioni e falsità. Proviamo quindi a fare un po’ di chiarezza su quanto sta succedendo.

La Regione Lazio governata da Zingaretti (a guida PD) ad oggi non ha un piano rifiuti aggiornato (ebbene sì, la gestione dei rifiuti è di competenza delle Regioni) così appena la Toscana (a guida PD) a causa di una grave inchiesta (ricordate l’intercettazione shock “I bambini? Che muoiano tutti, non mi importa!”, ecco quell’inchiesta) ha dovuto sospendere gli accordi sullo smaltimento con il Lazio tutta la Regione è andata in tilt.

La Regione Lazio è dovuta quindi correre ai ripari con una richiesta fatta ad altre regioni, richiesta resa possibile dall’approvazione dello “Sblocca Italia” (votato da PD e Forza Italia in questa legislatura) che ha permesso l’export di rifiuti in tutto il Paese. Occasione ghiotta per alcuni, compreso il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che non se la è fatta scappare. Quello dei rifiuti è un business di non poco conto.

Veniamo ora a Roma. La Capitale ad oggi tocca il 45% di raccolta differenziata ma la giunta 5 Stelle ha avviato un piano di gestione rifiuti 2017-2021 con l’obiettivo del 70% di differenziata e riduzione rifiuti. A febbraio partirà la raccolta differenziata porta a porta spinta per 490mila cittadini ed entro il 2018 saranno 1.1 milioni di cittadini serviti da questo sistema. Nel frattempo, sempre a Roma, è iniziato l’iter per costruire 2 impianti di compostaggio e 1 impianto di riciclo.
Ovviamente i problemi creati da decenni di malgoverno di destra e sinistra sui rifiuti non possono essere risolti in un anno ma richiedono più tempo. Questione che però, come sottolinea da Roma il nostro portavoce Diaco, c’entra il giusto: “Chi “aiuta” si permette anche di dare lezioni di stile alla sindaca di Roma in merito alla presunta arroganza da lei usata, dimenticando che la Sindaca Raggi non disse una sola parola sulla questione perché gli accordi erano fuori dal suo perimetro, bensì nel perimetro dei governatori regionali. È il copione teatrale che richiedeva questo strumentale colpo di scena per conquistare più audience dell’eroe per caso Bonaccini che scade come lo yogurt.

Veniamo ora al grande salvataggio. Il copione teatrale regge confidando nell’ignoranza di chi non è addetto del settore e nella strumentale complicità mediatica.
E se il pubblico si accorgesse che non si tratta di un salvataggio ma di uno spot natalizio di un partito allo sbando in cerca di un posto nella storia? Gli improvvisati registi troppo compiaciuti per l’anteprima teatrale apparentemente ben riuscita si sono dimenticati di scrivere il finale della commedia con il rischio che gli italiani se ne possano accorgere…”

Concludendo, in Emilia-Romagna i rifiuti potrebbero addirittura non arrivare, visto che l’ipotesi più plausibile è che siano trattati in impianti più vicini, più economici e meno impattanti.

Stiamo seguendo l’evolversi della situazione, ma due cose devono essere chiare:

1) la si deve smettere di raccontare bugie ai cittadini;
2) l’Emilia ha già dato.
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MoVimento 5 Stelle unica certezza nel caos dei partiti

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di Roberta Lombardi

Vedo che dalle parti del Pd il nuovo anno non lo hanno preso troppo bene. Siamo al 3 gennaio e tutti i soldatini del presidente uscente si sono già chiusi nelle loro stanze a scrivere comunicati e comunicati stampa contro la sottoscritta. E questo solo perché ho scelto di stringere un patto con i cittadini garantendo loro che le proposte che avanzerò per cambiare il Lazio saranno applicate.

Vedete, il punto è proprio questo: da una parte abbiamo ammucchiate di liste con posizioni politiche anche diametralmente opposte, che si alleano solo per una poltrona e che chiedono un voto a scatola chiusa, con un programma che è sempre lo stesso e che gli stessi promotori tradiscono ormai da più di vent’anni.

Dall’altra, invece, abbiamo una forza politica solida, che corre con un’unica lista e con un programma realizzato e condiviso con associazioni di categoria, comitati di cittadini, organizzazioni non governative ecc. Insomma, con chi ogni giorno sconta i problemi reali della nostra Regione, dalla mancanza di presidi sanitari alle lunghissime liste di attesa. Quella forza è il MoVimento 5 Stelle!

Chi sceglie di dare il suo sostegno al M5S ha davanti a sé delle misure chiare, delle persone, un volto – che in questo caso è il mio -, ma soprattutto la garanzia che una volta al governo i provvedimenti che metteremo in campo saranno quelli discussi con i cittadini laziali.

Questo è il nostro valore: oltre alla trasparenza, all’onestà, oggi siamo cresciuti, maturati e, mentre gli altri ci copiano, rappresentiamo l’unica certezza nell’interminabile caos dei partiti. Loro sono il caos, noi siamo il futuro!

Lasciamoli ai loro deliri e non biasimiamoli, hanno solo paura. Intanto a partire dalla prossima settimana partirà il nostro cammino nel Lazio per raccogliere opinioni, valutazioni e contributi anche dei non iscritti al Movimento, al fine di costruire un programma a misura di cittadino. Ci siamo e non ci fermeranno.

#LaNostraRegioneDiVita

Con un vostro piccolo contributo potete sostenere la campagna qui https://paypal.me/lazio2018
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