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Legambiente e le distrazioni sugli alberi di Roma

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http://www.beppegrillo.it/2017/08/legambiente_e_le_distrazioni_sugli_alberi_di_roma.html

di Pinuccia Montanari, assessore all’Ambiente – Roma

Ieri, su La Repubblica, il presidente di Legambiente Lazio ha affermato che sulla manutenzione degli alberi “abbiamo sentito solo proclami a cui però non sono seguiti interventi”. Ci dispiace, ma deve essere stato molto distratto nelle ultime settimane.
È tra i pochi che non hanno saputo dell’investimento di 3 milioni e mezzo di euro per monitoraggio, potatura e messa in sicurezza di oltre 82.000 alberi già partito lo scorso 27 luglio nei Municipi IX, XI, XII e XIII.

Si tratta dei primi due lotti aggiudicati mentre altri 8 lotti saranno avviati a partire da settembre, per arrivare a coprire tutta la città.
Al presidente, che ha dimostrato di ricordare bene che in 10 anni il personale del Servizio Giardini è passato da 6.000 a poco più di 200 unità, ricordiamo anche che questa Amministrazione, a differenza delle precedenti che hanno operato tagli, ha deliberato l’assunzione di 30 nuovi giardinieri e ha intenzione di potenziare ulteriormente il servizio.

Si stanno già mettendo in sicurezza le alberature e si sta svolgendo un lavoro di censimento delle piante con mappatura GPS, analizzando lo stato di salute degli alberi con sofisticate strumentazioni. In questo modo, Roma Capitale avrà una scheda dettagliata per ciascun albero e potrà finalmente programmare potature, abbattimenti di alberi secchi e ripiantumazioni. Un pronto intervento H24 garantirà, entro un’ora dalla segnalazione, l’attività di messa in sicurezza su rami e alberi pericolanti.
Per la prima volta, dopo molti anni, abbiamo dato seguito a una gara europea per affidare a ditte esterne la manutenzione del verde della Capitale: oltre ad intervenire concretamente, abbiamo anche portato legalità e trasparenza in un settore nel quale il malaffare si è manifestato in modo drammatico.

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Nell’#Italia5Stelle c’è un’agricoltura a misura d’uomo

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http://www.beppegrillo.it/2017/08/nellitalia5stelle_ce_unagricoltura_a_misura_duomo.html

di Daniela Donno, M5s Senato

L’agricoltura non è solo una pratica. È anche un legame tra le generazioni, gli usi e i costumi di un popolo, come le tradizioni contadine, che tramandate nel tempo lasciano un segno indelebile, da difendere e sostenere.

Proponiamo un’agricoltura a misura di uomo e dell’ambiente, rivolta ai piccoli coltivatori con uno sguardo verso l’imprenditoria. Di questo e di tanto altro parleremo a Rimini nel corso di Italia 5 Stelle – Rimini 22, 23, 24 settembre 2017. Vienici a trovare, e se puoi fai una donazione. Contribuirai anche tu alla costruzione dell’Italia che verrà.

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Grillo all’Assemblea Monte dei Paschi di Siena – M5S vs MPS

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Testo dell’intervento integrale di Beppe Grillo all’Assemblea del Monte dei Paschi di Siena:

Intervento di Beppe Grillo all’assamblea degli azionisti del Monte dei Paschi di Siena:
grillo-mps“Noto innanzitutto l’atmosfera. Se parlate con l’azionista è devastato per il suo investimento, si lamenta e è furioso. Poi vedo una ostentata calma della presidenza, di questi signori che non conosco, presumo che ci sia un notaio. Ostentate una calma straordinaria.
Io vengo da Genova, come il Dott. Profumo, conosco il Dott. Profumo, la vita che ha fatto, era un ex casellante, lavorava di sera, si è fatto da solo, un uomo molto importante, però è un uomo completamente non adatto a gestire questa situazione perché è indagato di frode fiscale. Questa banca era una banca florida, era una banca straordinaria, nel ‘95 è stata diciamo privatizzata, queste parole che ormai non hanno più assolutamente il significato che avevano, è stati politicizzata, è entrato un partito dentro con una fondazione, nominata da sapete benissimo comuni, regione, provincia, sono entrati questi del PD, ex DS, che ha governato questa regione per 40 anni.
Da lì è stato compiuto dall’inizio lo scempio totale di questa banca, è stata privatizzata, una spa, portata in borsa, fondazione, ha iniziato a allargare al mercato.
Quando non si hanno i concetti si parla del mercato, ma chi è il mercato? Il mercato che gioisce? Il mercato che resta sbigottito? Che perde? Il mercato sono i soliti squali il mercato, che entrano nelle spa, nelle società, e parliamo di Caltagirone, Gnutti, sono sempre gli stessi. Questi entrano, investono e vogliono i dividendi, per dare i dividendi questi signori hanno disintegrato una delle più belle banche del mondo. Si sono venduti tutti! I loro capitali, le banche, i palazzi a Roma, le tenute, la cassa di Risparmio di Prato, si sono venduti i gioielli e hanno piano piano spolpato una azienda che prima della privatizzazione del ‘95 aveva un valore di 20 miliardi di Euro, adesso siamo sotto i due, forse.
Poi che cosa è successo? Che si è preso la mano, le vendite continuavano e poi queste operazioni Antonveneta. Sapete meglio di me, io non voglio fare il professore, io faccio un altro mestiere, però Antonveneta, costa tre e si paga 10, si prende il passivo di una banca, lo si incamera dentro la banca. Queste operazioni fanno sì che una banca così scompaia piano piano.
Ora io sono venuto a dirvi una cosa, lei come Presidente la prima cosa che doveva fare era aprire una inchiesta, perché qui siamo in un caso che va oltre la Parmalat. Io ero stato chiamato alla Parmalat proprio perché due anni prima che fallisse andavo negli stadi, facevo gli spettacoli facevo vedere il bilancio e dicevo è una azienda fallita, lo sapevano tutti che era fallita la Parmalat.
Il disastro di questa banca lo sapevano tutti, i media, i giornalisti, gente della finanza.
Quindi ci sono due problemi, qui se la presidenza avesse tenuto un comportamento corretto si doveva aprire una commissione, chiamare tutti i segretari del Partito Democratico dal ‘95 a oggi e far loro delle domande, perché qui abbiamo un buco di 14 miliardi di Euro, 28 mila miliardi di lire, oltre la Parmalat.
Qui siamo con lo scandalo come Craxi insieme a quello che…

Presidente Profumo: “dott. Grillo poi mi dirà dove ha recuperato il numero dei 14 miliardi di Euro”

Beppe Grillo: “Va bene, però mi faccia andare avanti. Abbiamo un buco di 14 miliardi di Euro…”

Presidente Profumo: “No, non abbiamo un buco per precisione, non abbiamo assolutamente questo buco…”

Beppe Grillo: “E va beh, ma ora vediamo, perché il problema è che mancano, c’è un buco notevole, se non saranno 14 saranno 13 e 8.
C’è anche una domanda, chi ha controllato? Chi doveva controllare queste cose? Siamo sempre alle solite! La Banca di Italia, chi c’era Draghi?! Chi doveva controllare? La signora Tarantola, capo della vigilanza di Banca Italia? Chi ha controllato, la Consob? Tutta gente che fa un altro mestiere fuorché controllare! Qui siamo veramente a uno dei buchi più grossi che ci siano oggi in Italia e credo in Europa.
Abbiamo bisogno di risposte e la risposta è questo signore che viene con la referenza che abbiamo detto prima, che va in giro a aprire cassaforti, a vedere dei derivati e a mettere nel patibolo questo Mussari. Io ci ho parlato una volta, non sa nulla di banche, ma non è il suo compito, non sa nulla di banche…

Beppe Grillo: “Immaginate che non sa neanche fare un bonifico e sentirlo parlare di derivati, che nessuno sa che cosa sono. Investono in derivati, ma se andate a vedere la “curva di Swensen” vedrete che sono un algoritmo, formule, da malati di mente. Infatti Swensen, quello che ha inventato i derivati, aveva ha aperto una sua società, ha investito in derivati e è fallito in 6 mesi, pensate un po’ se si può ancora fare questo!
Poi deve essere recuperato il deficit, una parte del deficit. Che i tre miliardi virgola 9, debbano essere messi dal popolo italiano mi sembra una delle più grosse ingiustizie. Le aziende falliscono, tutte le aziende falliscono, la legge di mercato dice questo, se vai male, se sei gestito male, fallisci. Se mancano i soldi qualcuno li ha presi, qui siamo una distorsione dove un partito è diventato una banca e una banca è diventato un partito. Questi soldi devono essere tirati fuori, ma non dai tre virgola 9 miliardi presi dai cittadini italiani, dall’Imu, dalle persone che sono fuori a protestare. Questa è una azienda che dovrà licenziare migliaia di persone tra breve, è una azienda che dovrà riscattarsi in qualche modo, ma non si riscatterà avendo una gestione come questa.
Quindi io vi auguro di cercare di resistere a questa cosa e io voglio, vorrei, come azionista, come cittadino, come persona, fare chiarezza, perché questi soldi ci sono. Chi li ha presi? Allora li mettiamo sul banco degli imputati e devono essere processati dall’opinione pubblica, dai risparmiatori e dai lavoratori, che non devono rimetterci una lira e neanche il posto di lavoro.
Io ho finito.”

Tsunami Tour Perugia

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Tsunami Tour: l’Umbria c’è
Piazze piene e grande partecipazione al tour elettorale di Beppe Grillo
Data:     16/01/2013
Perugia, ore 17,30

Nonostante la pioggia copiosa l’Umbria avvolge con entusiasmo lo Tsunami Beppe Grillo. Il fondatore del MoVimento 5 Stelle prima di cominciare un vero e proprio comizio elettorale chiede alla folla di chiamarlo Populista e Demagogo per anticipare le solite vuote polemiche che non affrontano i problemi ne le idee.
Poi rapidamente un exursus sul programma del MoVimento, focalizzato sulla Piccola e Media Impresa da sostenere e sul reddito di cittadinanza prima di passare la parola ai giovani candidati al Parlamento.

tsunami perugia
Tiziana Ciprini, capolista alla camera ha coinvolto il pubblico con un gioco semplice per mostrare una realtà crudele che attanaglia le vite dei cittadini della nostra regione: “una volta” – chiede la Ciprini – “i cognomi delle persone indicavano la professione od il mestiere dei padri. Come pensate che si chiameranno i Vostri figli?”
Scontata la risposta del publico, univoca e corale: “PRECARIO”

Da questo punto le brevi e rapide presentazioni delle idee e delle proposte, e naturalmente degli altri candidati, il tutto alla velocità del web, anzi dei tweet. Le atmosfere pompose dei talk show e della comunicazione politichese, i ritmi lenti e compassati dei tecnici sono superati, si volta pagina.
Poi candidati e Grillo si concedono alle domande del pubblico prima di partire, c’è già un’altra città aspetta l’onda di questo Tsunami.

Parte lo staff elettorale

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beppe_grillo_beppegrilloFinalmente possiamo dichiarare superati i vari scogli della raccolta firme, grazie 1.000, 5.000, 10.000 a tutti quelli che hanno affollato i nostri banchetti e gli uffici preposti.

Obbiettivo raggiunto pienamente. Senza bisogno di mezzucci o di decretini tagliafirme. Non era un successo annunciato quindi davvero grazie.
Grazie a tutti quelli che hanno permesso questa raccolta, grazie a chi ha firmato, a chi c’era già prima quando si era deboli, a chi c’è adesso, a chi ci ha sempre creduto, a chi pur senza fede ora capisce che potrà esserci, a chi ha le idee e le condivide, a chi ha le idee e le mette in pratica, a chi da una mano, a chi ispira gli altri, a chi s’informa, a chi partecipa, a chi incoraggia, a chi critica costruttivamente, a chi le ragole li viola per far del bene ed a chi le rispetta per il bene di tutti.
Un bel grazie anche a chi ci denigra rendendoci più forti e uniti che mai…
Infine grazie a chi ancora sente che si può cambiare in meglio questo mondo.
Grazie, grazie, grazie

Potremmo tranquillamente non approfittare dei vantaggi del decreto taglia firme, ultimo regalo di Monti al microcosmo di partitini ad personam; potremmo, ma obbediremo alla legge e la seguiremo alla lettera.

firme elettorali raggiunte 2013Intanto oggi si riunisce lo staff elettorale a 5 Stelle per la nostra bella regione nella splendida città di Orvieto.

I candidati ed i referenti dei MeetUp, il contatto col territorio dell’universo a torto ritenuto virtuale del MoVimento 5 Stelle, comincieranno a pianificare gli incontri con i cittadini nei vai centri nevralgici.

Ovunque ci sia una difficoltà noi saremo li, senza vane promesse ma con la volontà ferma di risolvere i problemi, di raddrizzare torti ed ingiustizie, di promuovere il progresso economico e sociale delle comunità a che i cittadini, le imprese e gli enti possano guardare al futuro con speranza, con la cosccienza certa che la politica cialtrona sarà messa all’angolo, sbugiardata e bloccata nelle azioni, costretta alla restituzione di beni e poltrone, costretta alla rinuncia dei privilegi ed alla restituzione DOVEROSA dei diritti cui hanno nel tempo privato la gente.

Oggi si parte per davvero, verso Roma, battagliando. Dovessimo procedere col coltello tra i denti centimetro per centimetro controcorrente Noi arriveremo a Roma, e sarà un piacere.

movimento-5-stelle_in marcia

DopoSbornia Umbro

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E’ stata una festa continua, dai banchetti del Firma Day la gioia della gente che si univa a noi portava colore in giornate gelide ed umide, Poi è arrivato Beppe Grillo per concludere qui con noi il suo tour nei due incontri memorabili di Spoleto (sullo scivolo dei bimbi) e Terni. Poi il natale, i cenoni, i pranzi ed un pò di relax in famiglia, tanto vino, tanti brindisi.

Grillo_tuffo_a_SpoletoCi risvegliamo oggi, ancora festa per molti di Voi, con quella sensazione fastidiosa da doposbornia del lunedì di lavoro. I muscoli ancora un pò rigidi, ma passerà, le idee un pò confuse a al primo caffè si schiariranno, la voce ancora roca per le grida e i canti, passerà anche questo. Con senso di fastidio ed una punta di disgusto subiamo dalla radio i proclami elettorali via twitter di chi si definiva “tecnico” ed ora regala “agende” come usano fare le banche e le assicurazioni, poi sentiamo ancora notizie di chi volendo emulare le nostre elezioni online si premura di metterci “garanti” di una maggior democrazia e per farlo sceglie la fidata Caterina Romeo, già condannata a un anno e 4 mesi per firme false, un’abituè del tarocco made in piddìmenoelle, che non sarà sola; il presidente dei “garanti” è infatti tal Quagliotti, un condannato per tangenti.

Scuotiamo la testa, mettiamo un canale musicale ed ispiriamo forte l’aria fresca, l’aria che sta cambiando. Adesso va meglio, mancano meno di due mesi al voto, dobbiamo lavorare, faticare tanto, tignosamente e poi sarà un vero piacere.

Beppe in Umbria (23 dicembre, 2012):


Terni 1a parte


Terni 2a parte


Finale a Spoleto

Bizantinismi

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Il MoVimento, si sa, dovrà superare um mucchio di ostacoli per arrivare almeno a farla questa benedetta competizione elettorale. I signori attualmente al governo stanno provando a difendersi come possono, uno degli strumenti che amano di più in tal senso è l’uso improprio del potere.

Ieri in una pantomina stridentissima con l’alta lettura che Roberto Benigni ci ha regalato della nostra magnifica Costituzione il governo Tecnico, assunto d’urgenza per rispondere della contingenza finanziaria, ha voluto intervenire per “decreto” sulla materia elettorale. ORRORE!

Siamo di nuovo a cambiare le regole in corsa, cercare di tagliarci fuori anticipando i tempi non è servito? Anche senza la capillare organizzazione dei partiti e l’assist di sindacati ed associazioni che per anni hanno goduto di pubblica contribuzione non bastava? Allora bisogna pugilisticamente lavorare ai fianchi questi del 5 Stelle. Cambiamo due, tre volte le regole ed infine creiamo la massima confusione possibile favorendo l’innestarsi di microliste per diluire i voti di protesta ed indurre nella tentazione di un’ulteriore astensionismo che favorirebbe solo loro. Beh…
repubblica_italianaAttenzione ai bizantinismi dunque. Si potrebbe esser tentati di raccoglere metà firme in ottemperanza della norma nuova, non cadiamoci, intanto raccogliamo tutto. Per il deposito vedremo con calma.

I problemi di costituzionalità NON saranno sollevati subito dal Colle sennò non riescono a diluirci in mezzo ai coloratissimi arancioni e verdi, quelli dei segnali (tenere “la destra” girare verso la “federazione della sinistra”) ma potrebbero essere sollevati durante (per non convertire il decreto in legge come accadde nel 95 col decreto che accorciava di soli due giorni il tempo di presentazione delle liste) oppure subito dopo per dire che senza decreto il M5S neanche accedeva, per propaganda, oppure con vere e proprie accuse d’abuso dell’impianto elettorale. Queste firme raccogliamole tutte. Grazie.
Poi se non si votasse entro il 18 febbraio? Ma il 23 e 24? Sai che ridere? Scade il decreto, se non sarà convertito in legge (e non lo sarà), e si torna a dover aver presentato il numero totale delle firme. Non vi fate fuorviare, qui questi si giocano la poltrona e sanno “giocar le carte” (la Cancellieri è un supertecnico in questo, ed al servizio di Monti ci sono costituzionalisti d’acume e politici navigati)…. passate parola

Non sono i primi per carità, nella mia personale memoria si va dal decreto Dini del ’95 all’oscenissimo decreto interpretativo di Maroni nel 2010, di quest’ultimo vi porto i commenti qui sotto per verificare che oggi, stranamente, le stesse persone non si strapperanno i capelli.

Bersani: “Un pasticcio tutto loro”. Attacca il segretario del Pd. “Il centrodestra non si azzardi a parlare di complotti e a scaricare il problema” e abbia “l’umiltà di riconoscere che questo pasticcio non gli deriva da incuria ma da loro divisioni”. Così Bersani e ribadisce la necessità del rispetto delle regole: “C’è una parola in questo paese che bisogna affermare e ripristinare: si chiama regole”. Ed ancora: “Se vogliono governare bene, altrimenti si riposino e vadano a casa perchè chi governa risponde per Paese e non per le regole di una lista”. Gli fa eco il presidente della provincia di Roma, Zingaretti: “Esprimo la mia solidarietà a chi rispetta le regole, a chi paga le multe, a chi versa correttamente le tasse, a chi si ferma al rosso. Insomma esprimo la mia solidarietà alle persone perbene”.

La Bonino: “Una pagina vergognosa”. “Una delle pagine più vergognose della storia del Paese dal punto di vista giuridico. Non ci sono parole. Non ci sono situazioni che possono autorizzare un governo a emettere norme palesemente illegali”. Così il coordinatore della campagna elettorale della candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio Emma Bonino

Di Pietro: “Forze armate contro il dittatore”. “Non si tratta di interpretazione, ma di un palese abuso di potere che in uno Stato di diritto andrebbe bloccato con l’intervento delle forze armate al fine di fermare il dittatore. Noi ci appelleremo alla società civile e scenderemo in piazza con una grande manifestazione di protesta civile e democratica”. Lo afferma Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei valori.

Sit-in del Popolo viola. Persone sdraiate a terra con delle candele accese, come se fossero morte. E’ “il funerale della democrazia” inscenato dagli esponenti del Popolo viola sotto il palazzo del Quirinale, non appena si è appresa la notizia della firma del decreto legge. Gli esponenti del Popolo viola si sono poi diretti verso Palazzo Chigi per formare una catena umana “per proteggere le istituzioni da chi governa all’interno di quel palazzo”.

Bonelli: “Atto di pirateria”. ”La democrazia in Italia non esiste più. A questo punto dopo un atto di vera e propria pirateria istituzionale compiuto da fascisti al governo bisogna fermare le elezioni”, dichiara il presidente nazionale dei verdi Angelo Bonelli che aggiunge: ”Quello che ha fatto il governo ha dell’incredibile per uno stato democratico: il Pdl si è fatto una legge per ammettere le sue liste che per la legge non potevano essere ammesse”.

Pdci, volantini listati a lutto. “Si annuncia la scomparsa della Democrazia, uccisa dal Governo oggi alle 19.30”. E’ quanto si legge sui volantini, ironicamente listati a lutto, distribuiti dal PdCI – Federazione della Sinistra in tutto il Paese dopo il varo del decreto interpretativo varato dal cdm questa sera.

Sinistra Ecologia Libertà: “Mobilitazione”. “Siamo ai brogli di Stato. La putrefazione del berlusconismo ormai rischi di infettare la democrazia italiana”. Lo afferma Fabio Mussi, del coordinamento nazionale di Sinistra Ecologia Libertà. “Siamo pronti con tutto il centrosinistra ad una mobilitazione democratica, ferma e serena per riaffermare il diritto costituzionale che rischia di essere calpestato”, aggiunge Gennaro Migliore della segreteria nazionale.

Ferrero: “Rispettare la legge”. Secondo il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, oggi al porto di Ancona, occorre “rispettare la legge”: “Chi è capace a presentare le liste – ha detto – sarà candidato alle elezioni. Chi non è capace o c’ha casini a casa sua, tanto da accottellarsi alle spalle come mi pare sia successo, non sarà presente alle elezioni. A me pare la cosa più normale del mondo”.

Protesta Libertà e Giustizia. “Un passo avanti verso un regime dell’arbitrio: è questo il significato profondo del decreto che si appresta ad emanare in queste ore il governo in materia elettorale. Un provvedimento che di per sé non dà luogo (forse) a un giudizio di incostituzionalità, ma che certamente rappresenta una violazione di legge. Il riferimento è alla legge del 1988 sul potere normativo del governo. Libertà e Giustizia ricorda infine che in una democrazia le leggi elettorali sono le più sacre e intoccabili”.

La legge del 1988 e la Costituzione. Per il governo è stato un percorso accidentato. E non è detto che sia finita qui. Malgrado la ripetuta sottolineatura del governo di non aver toccato la legge elettorale, infatti, fanno riferimento alla legge una legge che vieta al governo di toccare norme di materia costituzionale e elettorale. E’ quella del 1988 sul potere normativo del governo. L’articolo 15 secondo comma, della legge n.400 del 23 agosto stabilisce infatti che il governo non può provvedere nelle materie indicate nell’articolo 72, quarto comma della Costituzione (materia costituzionale e elettorale). Recita infatti il quarto comma: “La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi”.