costituzione

Bizantinismi

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Il MoVimento, si sa, dovrà superare um mucchio di ostacoli per arrivare almeno a farla questa benedetta competizione elettorale. I signori attualmente al governo stanno provando a difendersi come possono, uno degli strumenti che amano di più in tal senso è l’uso improprio del potere.

Ieri in una pantomina stridentissima con l’alta lettura che Roberto Benigni ci ha regalato della nostra magnifica Costituzione il governo Tecnico, assunto d’urgenza per rispondere della contingenza finanziaria, ha voluto intervenire per “decreto” sulla materia elettorale. ORRORE!

Siamo di nuovo a cambiare le regole in corsa, cercare di tagliarci fuori anticipando i tempi non è servito? Anche senza la capillare organizzazione dei partiti e l’assist di sindacati ed associazioni che per anni hanno goduto di pubblica contribuzione non bastava? Allora bisogna pugilisticamente lavorare ai fianchi questi del 5 Stelle. Cambiamo due, tre volte le regole ed infine creiamo la massima confusione possibile favorendo l’innestarsi di microliste per diluire i voti di protesta ed indurre nella tentazione di un’ulteriore astensionismo che favorirebbe solo loro. Beh…
repubblica_italianaAttenzione ai bizantinismi dunque. Si potrebbe esser tentati di raccoglere metà firme in ottemperanza della norma nuova, non cadiamoci, intanto raccogliamo tutto. Per il deposito vedremo con calma.

I problemi di costituzionalità NON saranno sollevati subito dal Colle sennò non riescono a diluirci in mezzo ai coloratissimi arancioni e verdi, quelli dei segnali (tenere “la destra” girare verso la “federazione della sinistra”) ma potrebbero essere sollevati durante (per non convertire il decreto in legge come accadde nel 95 col decreto che accorciava di soli due giorni il tempo di presentazione delle liste) oppure subito dopo per dire che senza decreto il M5S neanche accedeva, per propaganda, oppure con vere e proprie accuse d’abuso dell’impianto elettorale. Queste firme raccogliamole tutte. Grazie.
Poi se non si votasse entro il 18 febbraio? Ma il 23 e 24? Sai che ridere? Scade il decreto, se non sarà convertito in legge (e non lo sarà), e si torna a dover aver presentato il numero totale delle firme. Non vi fate fuorviare, qui questi si giocano la poltrona e sanno “giocar le carte” (la Cancellieri è un supertecnico in questo, ed al servizio di Monti ci sono costituzionalisti d’acume e politici navigati)…. passate parola

Non sono i primi per carità, nella mia personale memoria si va dal decreto Dini del ’95 all’oscenissimo decreto interpretativo di Maroni nel 2010, di quest’ultimo vi porto i commenti qui sotto per verificare che oggi, stranamente, le stesse persone non si strapperanno i capelli.

Bersani: “Un pasticcio tutto loro”. Attacca il segretario del Pd. “Il centrodestra non si azzardi a parlare di complotti e a scaricare il problema” e abbia “l’umiltà di riconoscere che questo pasticcio non gli deriva da incuria ma da loro divisioni”. Così Bersani e ribadisce la necessità del rispetto delle regole: “C’è una parola in questo paese che bisogna affermare e ripristinare: si chiama regole”. Ed ancora: “Se vogliono governare bene, altrimenti si riposino e vadano a casa perchè chi governa risponde per Paese e non per le regole di una lista”. Gli fa eco il presidente della provincia di Roma, Zingaretti: “Esprimo la mia solidarietà a chi rispetta le regole, a chi paga le multe, a chi versa correttamente le tasse, a chi si ferma al rosso. Insomma esprimo la mia solidarietà alle persone perbene”.

La Bonino: “Una pagina vergognosa”. “Una delle pagine più vergognose della storia del Paese dal punto di vista giuridico. Non ci sono parole. Non ci sono situazioni che possono autorizzare un governo a emettere norme palesemente illegali”. Così il coordinatore della campagna elettorale della candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio Emma Bonino

Di Pietro: “Forze armate contro il dittatore”. “Non si tratta di interpretazione, ma di un palese abuso di potere che in uno Stato di diritto andrebbe bloccato con l’intervento delle forze armate al fine di fermare il dittatore. Noi ci appelleremo alla società civile e scenderemo in piazza con una grande manifestazione di protesta civile e democratica”. Lo afferma Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei valori.

Sit-in del Popolo viola. Persone sdraiate a terra con delle candele accese, come se fossero morte. E’ “il funerale della democrazia” inscenato dagli esponenti del Popolo viola sotto il palazzo del Quirinale, non appena si è appresa la notizia della firma del decreto legge. Gli esponenti del Popolo viola si sono poi diretti verso Palazzo Chigi per formare una catena umana “per proteggere le istituzioni da chi governa all’interno di quel palazzo”.

Bonelli: “Atto di pirateria”. ”La democrazia in Italia non esiste più. A questo punto dopo un atto di vera e propria pirateria istituzionale compiuto da fascisti al governo bisogna fermare le elezioni”, dichiara il presidente nazionale dei verdi Angelo Bonelli che aggiunge: ”Quello che ha fatto il governo ha dell’incredibile per uno stato democratico: il Pdl si è fatto una legge per ammettere le sue liste che per la legge non potevano essere ammesse”.

Pdci, volantini listati a lutto. “Si annuncia la scomparsa della Democrazia, uccisa dal Governo oggi alle 19.30”. E’ quanto si legge sui volantini, ironicamente listati a lutto, distribuiti dal PdCI – Federazione della Sinistra in tutto il Paese dopo il varo del decreto interpretativo varato dal cdm questa sera.

Sinistra Ecologia Libertà: “Mobilitazione”. “Siamo ai brogli di Stato. La putrefazione del berlusconismo ormai rischi di infettare la democrazia italiana”. Lo afferma Fabio Mussi, del coordinamento nazionale di Sinistra Ecologia Libertà. “Siamo pronti con tutto il centrosinistra ad una mobilitazione democratica, ferma e serena per riaffermare il diritto costituzionale che rischia di essere calpestato”, aggiunge Gennaro Migliore della segreteria nazionale.

Ferrero: “Rispettare la legge”. Secondo il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, oggi al porto di Ancona, occorre “rispettare la legge”: “Chi è capace a presentare le liste – ha detto – sarà candidato alle elezioni. Chi non è capace o c’ha casini a casa sua, tanto da accottellarsi alle spalle come mi pare sia successo, non sarà presente alle elezioni. A me pare la cosa più normale del mondo”.

Protesta Libertà e Giustizia. “Un passo avanti verso un regime dell’arbitrio: è questo il significato profondo del decreto che si appresta ad emanare in queste ore il governo in materia elettorale. Un provvedimento che di per sé non dà luogo (forse) a un giudizio di incostituzionalità, ma che certamente rappresenta una violazione di legge. Il riferimento è alla legge del 1988 sul potere normativo del governo. Libertà e Giustizia ricorda infine che in una democrazia le leggi elettorali sono le più sacre e intoccabili”.

La legge del 1988 e la Costituzione. Per il governo è stato un percorso accidentato. E non è detto che sia finita qui. Malgrado la ripetuta sottolineatura del governo di non aver toccato la legge elettorale, infatti, fanno riferimento alla legge una legge che vieta al governo di toccare norme di materia costituzionale e elettorale. E’ quella del 1988 sul potere normativo del governo. L’articolo 15 secondo comma, della legge n.400 del 23 agosto stabilisce infatti che il governo non può provvedere nelle materie indicate nell’articolo 72, quarto comma della Costituzione (materia costituzionale e elettorale). Recita infatti il quarto comma: “La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi”.

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