napolitano

Mela Marcia su Roma

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M5S Orvieto

La marcia su Roma.

La mela marciaContinui richiami da parte dei leader politici e degli attivisti dei partiti all’evento che segnò la deriva fascista dell’Italia dopo la “grande guerra” è il sintomo della paura che gli fa il solo vedere i cittadini, il trovarseli davanti, il sentirsi apostrofare come “venduti” e “traditori”.

A noi era noto che la demagogia delle proposte di cambiamento annunciate da Bersani, al pari dei famosi “milioni” di posti di lavoro di Berlusconi, o del “io non mi candido” di Monti ed il “io non mi RIcandido” di Napolitano fosse un dato di fatto, che queste fossero balle conclamate.

Il MoVimento 5 Stelle, in maniera pacifica, non violenta ed “istituzionalmente” corretta ha espresso il suo rifiuto delle logiche della casta.

I cittadini che si riconoscono nel MoVimento 5 Stelle, in maniera pacifica, non violenta MA nelle piazze e su quei poveri mezzi di comunicazione personali come la rete…

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Se ci si perde in chiacchiere…

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Le cose sembrano precipitare, ma è una crisi pilotata a tavolino, inconsapevole chi ha acceso la miccia, inconsapevoli noi, presi in contropiede da
Napolitano, Monti, Bersani, Casini, Bossi e Berlusconi hanno ideato il modo più efficente tentando di tenere fuori dalle elezioni, le 5Stelle del cambiamento.
I loro istituti demoscopici, i rapporti dei vari infiltrati ed il loro efficiente apparato sul territorio, che va dai rapporti dei servizi alla sensibilità delle sedi locali dei partiti portano tutti al medesimo suggerimento: super anticipando le elezioni, il MoVimento 5 Stelle dovrà raccogliere una cospiqua quantità di firme in pochissimo tempo e certificarle, adempiendo ad una quantità di burocrazie cui non è assolutamente avvezzo.

litigare-blog_aziendaleRicordo a tutti che se le elezioni saranno il 17 febbraio, l’ultima data utile per la consegna al tribunale sarà il 13 gennaio. Le firme da raccogliere sono migliaia. Il rischio di sbagli sarà molto alto.
Nel frattempo il sistema dei media lottizzati fomenterà le possibili divisioni interne, provocatori creeranno dissidi ad hoc, magari premiando in qualche modo un candidato singolo in una lista in modo da accendere sospetti e rivalità in un popolo giovane e normale, inesperto di dinamiche sotterranee e malandrine.
Ci saranno a minar fiducia i soliti talk show nel quale saranno seduti i sempre uguali nel botox e nel cerone quei personaggi a pontificare sul MoVimento. Questi superstiti non dovranno cercar per strada una legittimazione; essi hanno il privilegio di non dover raccogliere nemmeno una firma, la solita leggina tecnica li protegge se sono già presenti in parlamento o se riattivano un vecchio decreto per cui bastadue di loro abbiano dato nome ad gruppo parlamentare (appunto formato da due deputati) anche se al parlamento Europeo.
Siamo proprio alla frutta della democrazia se questo basta per esonerarli dall’impegno civico del metterci la faccia li dove c’è la gente.

Cosa fare?

Qui in Umbria c’è già una organizzazione (http://www.movimentoumbria.it) che ha più volte rivendicato questo ruolo, c’è chi ha vantato la propria militanza dagli esordi di Beppe Grillo, ebbene è il momento di dimostrare capacità ed efficacia cominciando da subito. Sono necessari i permessi d’occupazione suolo, la logistica dei gazebi. Sono necessari gli autenticatori. Bisogna evitare errori. E soprattutto bisogna evitare orrori come quello di perdersi in chiacchiere, se non si è capaci di affrontare sfide come questa come sarà possibile affrontare il Parlamento più ricco d’intrighi della vecchia Europa?

Berlusconi reloaded

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Siamo a pochi giorni dalle Parlamentarie a 5 stelle e lo scenario era quello della scadenza naturale del governo con le elezioni ad aprile in cui Pdl e Pd (meno elle) avevano come terzo incomodo il MoVimento che ha per obbiettivo tra l’altro rompere col passato. In una settimana lo scenario che sembra profilarsi è questo:

Monti dimissionario per natale, ritorno di Berlusconi con Forza Italia, la più mediocre finanza internazionale che preme ad ottenere l’entrata automatica del Mes per incatenare l’Italia al passato di logiche Montiane, il Pd (meno elle) gongolante che sa a chi dare la colpa della crisi, le mezze riforme che decadono (le province non si accorpano più ma restano senza molte competenze tipo rifiuti, scuole assetto del territorio, per le quali sarà necessario creare costosi inutili orpelli burocratici che chiameremo agenzie od autority e che in realtà saranno postifici per gli amici degli amici di chi ha sostenuto Monti sino ad oggi) ed inoltre spunteranno una pletora di coloratissimi popoli arancioni, viola e paonazzi “verso la III repubblica” dal 3% a testa in un divide et impera terrificante e schifoso. Elezioni previste a febbraio 2013 , entro 70 giorni dalle dimissioni, come dice la Costituzione. Prima però Napolitano si dimette in anticipo, fa il discorso il 31 dicembre, e Monti, finiti i regali per la befana, diventa presidente.

berlusconi reloaded

E’ un brutto sogno? Speriamo ma non sembra.

E su tutto questo casino aleggia Lui, l’irriducibile di Arcore, l’autentico parafulmine di tutte le schifezze da lobby ed apparato che fanno tutti gli altri. Naturalmente ci saranno anche le sue, di schifezze.

Nonostante tutto ci vedremo in Parlamento e sarà un piacere lasciare il parafulmine per ultimo.